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[r] 2Cellos: fugace apparizione per Aosta Classica

  • Scritto da Maela Martorana

Prosegue Aosta Classica, il sesto appuntamento 2013 della rassegna musicale che vede comparire sul palco del Teatro Splendor i 2Cellos. Il duo composto dallo sloveno Luka Sulic e dal croato Stjepan Hauser si presentano sul palco iniziando immediatamente a suonare. Da subito traspare un certo affiatamento tra di loro, maturato dal 2011 quando iniziano a comporre i primi brani insieme. Debuttati su Youtube eseguendo il brano Smooth Criminal di Michael Jackson, riproposto anche durante questa serata aostana, si sono fatti conoscere al grande pubblico collaborando con Elton John che li ha invitati nella sua tournée mondiale nel 2011. Sono numerose le rivisitazioni di brani classici del rock, quali ad esempio "Where the streets have no name" degli U2, secondo in scaletta. A seguire "Il libro dell'amore", portato al successo grazie alla collaborazione con Zucchero Fornaciari, e "Supermassive black hole" dei Muse.«Buonasera siamo i 2Cellos, è tutto quello che so dire in italiano»  esordisce il violoncellista Luka Sulic dedicando alle belle donne italiane "With or without you" degli U2. Seguono "Human Nature" e "Welcome to the jungle", singolare il modus operandi di Stjepan Hauser che suona tamburellando le dita sul violoncello tenendo l'archetto in bocca dimostrando di saper fondere lo stile rock al classico anche per l'occhio, non solo per l'orecchio. I giochi di luce del Teatro Splendor sono austeri, semplici. Le ombre dei musicisti si delineano sullo sfondo ricordando vagamente la favola di Peter Pan e gli occhi dello spettatore saltellano incantati accompagnati dalla musica del duo che via via si fa sempre più ritmata con l'intervento del batterista. Per il primo brano in cui compare si limita all'uso dei pedali che accompagna battendo le mani per scandire il tempo. Seguono "Oh, Well" e alcuni brani degli ACDC tra cui "You Shook me all night long" e "Highway to hell". I 2Cellos augurano la buonanotte ai presenti proponendo "Fields of Gold" di Sting, pezzo nel quale viene narrato il ricordo di un amore finito. Unico appunto, il concerto è durato meno di quanto il pubblico si aspettasse, è infatti terminato intorno alle 22.30. Dopo il bis rituale il pubblico avrebbe gradito ancora qualche pezzo, ma le luci della sala si stavano già accendendo imponendo il termine dello spettacolo.

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