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[r] Viola Di Grado: Settanta acrilico trenta lana

  • Scritto da Elena Meynet

Elogio della bruttezza espresso con linguaggio perfetto, Settanta acrilico trenta lana ci tuffa in un universo di silenzi, sporcizia, isolamento urbano. Viola Di Grado, l'autrice, a Leeds nel Regno Unito ha abitato durante il suo Erasmus e, a ventun anni, ha immortalato una foto inquietante della cittadina nel suo romanzo "Premio Campiello opera prima 2011". 
Un giornalista italiano muore finendo in un fosso con l'auto, mentre si trova in compagnia dell'amante: la moglie si richiude in un mutismo assoluto e comincia a fotografare buchi, su tavoli tende o formaggio, buchi come quello che ha inghiottito la sua vita precedente. La figlia Camelia, non ancora ventenne, la segue in questo universo parallelo e silenzioso, percorrendo le vie di una città perennemente sotto la neve, dove il buio e la cattiveria predominano.
"Se sull'etichetta trovi settanta acrilico trenta lana non comprare il maglione, non ne vale la pena" le raccomandava la madre quando ancora sembrava tutto normale. Ora, nel limbo di parole espresse a sguardi e di inattività, Camelia sfoga ogni energia tagliando e ricucendo in modo improbabile il suo guardaroba finché, rovistando nei cassonetti, trova gli aborti di un sarto fuori da ogni logica: bottoni sotto le ascelle, maniche sul retro dei pantaloni... Mentre la ragazza trova un lavoro di traduttrice per una azienda di lavatrici, la sua vita ha una svolta e scopre che il sarto che sta cercando è interessante ma lo ancor più il fratello Wen, che attraverso gli ideogrammi cinesi riesce a farle trovare risposte alla sua vita esplosa.
A cercare uno sbocco di normalità, una boccata d'aria, è la madre, che quasi costretta dalla figlia a frequentare un corso di fotografia sembra aver trovato nuova felicità. Ma Camelia non è d'accordo.
Trama complessa, sul filo della pazzia e dello splatter, Viola Di Grado riesce a mantenere un equilibrio lucido, sia nel linguaggio che nel racconto, con una energia che sta sempre ad un passo dalla cattiveria nei confronti dei suoi personaggi.



Viola Di Grado: Settanta acrilico trenta lana
2011, e/o
189 pagine, 16 euro

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