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[r] Lorenzo Della Fonte: L'infinita musica del vento

  • Scritto da Monica Linty

Si dice che chi sa scrivere musica sappia anche raccontarla. Se poi colui che scrive la musica sa anche suonarla, dirigerla e criticarla, chi meglio di lui la saprà raccontare? Così il Maestro Lorenzo Della Fonte per la seconda volta posa la bacchetta per prendere in mano la penna. Dopo il saggio “La banda: orchestra del nuovo millennio”, pubblicato nel 2003, ritorna a scrivere 10 anni dopo, questa volta un romanzo.

Per raccontarci un piccola grande storia, che in realtà è un insieme di storie. Quella di Francesco Maria Scala, clarinettista napoletano di grande talento e poche pretese, che diventerà il primo direttore della banda americana dei marines. Quella del suo strumento, il clarinetto, che si fa strada piano piano fra gli sgambetti dei più famosi violini e dei più apprezzati pianoforti e quella della suo “orchestra”, la banda, che si affatica ad uscire dall’etichetta di orchestrina di paese formata da “musicisti” ubriaconi per affermarsi come orchestra a fiati, al pari delle sorelle sinfoniche.
Partiamo dal titolo: “L’infinita musica del vento”. Tre parole che riassumono da sole lo scopo, il tema e la bellezza del romanzo. Infinita è la storia dei musicisti, che si ripete di secolo in secolo in Italia: talentuosi suonatori che fuggono dal Bel Paese per trovare altrove qualcuno che sappia ammirare la loro arte ed appagare il loro stomaco. Musica è la protagonista indiscussa del romanzo: la musica di Francesco e dei suoi compagni di banda, la musica che la banda americana suona sul ponte della nave Brandywine e quella che risuona nel vento. Quel vento che trasforma un semplice romanzo storico in una poesia. Perché cosa c'è di più poetico dell’immagine di un ragazzetto dagli abiti logori che sente nel vento nitide melodie, accordi e suoni lontani e vicini? Questo ragazzetto, un po’ a metà fra il semplice e lo speciale, è Francesco Maria Scala, che dalle viuzze del borgo napoletano salperà verso l’America, a far carriera nella banda dei marines.  Ma prima di raggiungere questo felice epilogo, che peraltro verrà narrato solo nella seconda parte del libro, in uscita prossimamente, Francesco si arrabatta per un’affascinante e confusionaria Napoli di metà Ottocento, brulicante di mercanti, soldati, prostitute e rivoluzionari. In un giorno d’autunno del 1941, la già poca tranquillità della cittadina viene turbata da un ospite inatteso, la maestosa nave militare americana Brandywine. Sarà lei, con la sua musica ed il suo equipaggio a dare il via tutta una serie d’eventi, alcuni realmente accaduti, altri sapientemente romanzati, che vi terranno incollati alle pagine. Storie d’amore, di morte, d’inganni e di fughe che si intrecciano con la grande storia della musica classica e dei suoi protagonisti. Accanto alle vicende di Francesco e della sua Napoli infatti Della Fonte inserisce dei veri e propri intermezzi “musicali”: ad ogni capitolo si salta da Vienna, a Parigi, a Bonn, si entra nelle case dei grandi compositori per spiare come nacquero le grandi opere che oggi tutti suoniamo e ascoltiamo. «Mi sono divertito ad assegnare al titolo degli interludi, quando possibile, la reale tonalità del brano musicale cui si riferiscono. Per sentirli meglio» precisa l’autore nella prefazione.


Lorenzo Della Fonte: L'infinita musica del vento
2013, Narcissus.me
187 pagine, 3,99 euro (esclusivamente in formato elettronico)

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