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[r] Indebito, di Andrea Segre

  • Scritto da Enrico Zoi

Indebito, il film in sala dal 3 dicembre che Andrea Segre ha diretto, sceneggiandolo con il cantautore e scrittore Vinicio Capossela, che ne è pure interprete, ci conduce, tra documentario, musica e sprazzi di attualità, nella Grecia del 2013. Ma forse sarebbe più corretto dire: nella Grecia dal 2013 indietro e in avanti nel tempo, con un coraggioso sguardo registico che si alimenta di sottintesi salti cronologici, di alti e bassi, di panorami e particolari, del bello e brutto di una terra, di parole e note in libertà. Le taverne delle due megalopoli elleniche, Atene e Salonicco, sono il luogo scenico deputato al perpetuarsi senza tempo dell'antica tradizione dei rebetes, i musicisti che suonano il rebetiko, una sorta di blues tipicamente greco, frutto anch'esso di una crisi le cui vittime (predestinate?) erano e sono le persone di tutti i giorni: i passanti, i clienti di un bar, i manifestanti, gli studenti.
Come un cammello in una grondaia, Capossela si insinua fisicamente in questo mondo labirintiaco (d'altronde, Cnosso batte la stessa bandiera), cerca e scova i rebetes, raccontando da par suo l'anticonformismo e la ribellione di una musica ipnotica e straordinaria.
Scorrono davanti ai nostri occhi i mille fotogrammi di una Grecia in debito di ossigeno, di soldi, di vita, di futuro: i piccoli grandi locali dove le note di una vecchia canzone, tra scarni tavoli e bevute corroboranti, riuniscono le persone intorno a una speranza che sa di rivolta più che di disperazione; i disincanti di fronte ad eventi, quali le elezioni, che, se le cose andassero come deve, dovrebbero essere il momento topico di una democrazia, e che, al contrario, sono percepite come una delle possibili manifestazioni del teatrino della politica, mentre la realtà continua a svolazzare via altrove; la voglia comunque di fare arte, di esprimere emozioni, di immolarsi felici non per il mercato, bensì per l'energia rigenerante di un suono, di un canto, di una voce, di una musica, come il rebetiko, che avvicina ai vulcani, risolleva i depressi, rammenta la rabbia, scompiglia le chiome, diffonde gli odori di tutte le esistenze. Con parole e melodie semplici, dolci e aggressive, in cui il ritmo coinvolgente sa di origano, santoreggia e miele.
E la Grecia, culla della nostra civiltà, diventa l'Italia, l'Europa, la patria comune di tutti i potenziali rebetes e dei loro seguaci. Non proni, in fondo mai domi. Così, ci piace tornare a casa citando più volte a memoria la definizione che il buon Capossela dà del rebetiko: “Questa musica è rivoltosa perché accende in noi la consapevolezza che ogni attimo è eterno, ed è quello che ci invidiano gli dei”. Alé!

Indebito, di Andrea Segre
Con Vinicio Capossela, Theodora Athanasiou, Giorgis Christofilakis, Keti Dali, Pantelis Hatzikiriakos
Titolo originale Rebetiko.
Documentario, durata 87 min. - Italia 2012. Nexo.
In sala dal 3 dicembre 2013.

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