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[r] Enrico Ruggeri: il tour 2004

  • Scritto da Angelo Musumarra

Sabato 21 febbraio - Palais SAINT VINCENT (AOSTA)
foto di Alessandro Marchetto

Le altre date:
16 aprile 2004 - Thunder road CODEVILLA(PV)
24 aprile 2004 - MIRABELLO (CB)
26 aprile 2004 - MATINO (LE)
30 aprile 2004 - Tek live PARMA
(tutti i concerti iniziano alle 21)

Enrico Ruggeri a Saint-Vincent (foto di Alessandro Marchetto)

ENRICO RUGGERI
in concerto


con
Luigi Schiavone
chitarre, basso e mandolino
Davide "Billa" Brambilla
fisarmonica, tastiere e trombone
Lorenzo Poli
basso
Pino di Pietro
pianoforte, tastiere e basso
Marco "Nano" Orsi
batteria





Per la Saison Culturelle al Palais due ore intense di grande musica, dove tra citazioni e ricordi, anche personali, si snoda parte dell'estesa produzione musicale di Enrico Ruggeri: questo, in sintesi, il concerto valdostano del tour 2004 del cantautore milanese che, dopo aver "rivestito" i suoi più grandi classici con strumenti nuovi (come il trombone e la fisarmonica suonati dall'istrionico Davide Brambilla), ci riporta alla memoria canzoni emozionanti.

E' il caso di Lettera dal fronte (ta-pum), tornata tristemente d'attualità, o del medley "valzer", formato da Rien ne va plus, Notte di stelle, Marta che parla con Dio e Sole d'Europa, che ci riporterà a scoprire nuovamente le perle nascoste nei precedenti lavori di Enrico Ruggeri. Non mancano le canzoni scritte per Fiorella Mannoia (Inevitabilmente e Quello che le donne non dicono, cantata insieme al pubblico femminile) e l'omaggio a Elio e le Storie Tese, con Il vitello dai piedi di balsa, cantata insieme a Brambilla ed al bassista Lorenzo Poli.
Per il resto c'è il Ruggeri che conosciamo già, con le melodie degli ultimi anni, ma con alcune differenze da La vie en Rouge il tour acustico documentato dall'omonimo doppio album: «La "Vie en Rouge" era uno spartiacque piuttosto deciso perchè avevamo "scarnificato" le canzoni nel loro arrangiamento orginale - racconta Enrico, durante l'immancabile sigaretta prima del concerto - ed era quindi un tour prevalentemente acustico, quindi molto rigoroso, da canzone d'autore. Attualmente la musica si divide in due tronconi: da una parte c'è la musica di evasione che, generalmente, è piuttosto idiota come esposizione; dall'altra parte c'è la musica d'autore, con grandi contenuti, ma un po' noiosa da seguire. Noi cerchiamo realizzare un concerto molto divertente che esprima dei concetti, che faccia pensare mentre ci si diverte. L'altra sfida è quella di rinunciare totalmente a sequenze, nastri preregistrati e computer, potendo così decidere in tempo reale le canzoni che suoneremo. L'obiettivo che ci poniamo è quello di non realizzare mai lo stesso concerto: oggi siamo a Saint-Vincent e facciamo certe canzoni, a Milano ne abbiamo fatte altre ed a Torino ne faremo altre ancora, poi la scaletta non è rigida, ci possiamo permettere di cambiarla anche sul palco, a seconda delle percezioni che sentiamo dal pubblico». Luigi Schiavone: da 25 anni a fianco di Ruggeri
Si capisce che non è il facile ascolto quello ricercato da Ruggeri: «Quando ho cominciato a lavorare a Gli occhi del musicista non sapevo cosa che volevo, ma sapevo esattamente cosa non volevo - ricorda Enrico - non volevo il suono FM, non volevo americanismi, non volevo che il mio disco facesse la fine del novantanove per cento dei dischi che escono, che si assomigliano tutti. Sono arrivato in studio con le canzoni e mi sono messo a lavorare come si faceva una volta: computer spento, io che suonavo le canzoni ai ragazzi e pian piano si trovava un arrangiamento, le si cominciava a suonare e ad un certo punto decidevamo che era venuto il momento di registrarle. Io credo molto all'Europa, a quell'asse che può andare dai Balcani all'Irlanda, dal Bosforo alla Finlandia, dalla Russia al nostro caro Mediterraneo. E' molto probabile che escano da lì le novità e soprattutto che ci siano terreni più incontaminati rispetto alla classica canzone pop con il solito ritmo "tun-ta-ta-tu-pan-tun-ta". Parto comunque dal presupposto che una bella canzone rimane tale anche quando la si canta "chitarra e voce" e quindi scarto quelle canzoni sulle quali mi accorgo che stiamo lavorando troppo sull'arrangiamento. Un buon arrangiamento può abbellire un bel brano, ma non può salvare una brutta canzone».
Recentemente, Enrico Ruggeri è stato indicato come un "cantante di destra da ammirare" da Roberto Vecchioni, durante un'intervista alle "Iene" di Italia Uno: «Io mi sento principalmente un uomo libero e generalmente critico nei confronti del potere, qualsiasi esso sia - commenta Ruggeri - e credo che questa sia una delle funzioni di un artista anche perché oggi, definirsi di destra o di sinistra, sia decisamente antistorico: io non credo che Massimo D'Alema sia così tanto di sinistra o Gianfranco Fini sia così tanto di destra. Di volta in volta una persona che vive nel contesto civile prende delle posizioni, ha dei pareri, che possono essere considerati di destra o di sinistra a seconda delle contingenze».Ruggeri con Lorenzo Poli e Davide Brambilla (foto di Alessandro Marchetto)
E qui si arriva all'impegno sociale di Ruggeri, che da tempo supporta Nessuno tocchi Caino, l'organizzazione che si batte contro la pena di morte, impegno che si è manifestato intutta la sua evidenza con la canzone omonima, presentata al festival di Sanremo del 2003 in coppia con Andrea Mirò: «E' una battaglia di libertà, di trasparenza e di democrazia - spiega Enrico - noi, in Italia, crediamo che sia così lontana ed invece, in realtà, investe una serie di aspetti particolari. Il fatto che il Paese che in qualche modo si autoqualifica come il leader del mondo, il fratello maggiore del contesto civile, quello che stabilisce quali sono le dittature giuste e sbagliate ed interviene di conseguenza, presenta, in molti dei suoi Stati questa legge medioevale. Per contro va anche detto che in altri paesi ci sono migliaia di condannati a morte senza volto, senza nome, senza avvocati, senza percorsi e senza foto. Condannati a morte per un furto, per reati minori o anche per dissidenze politiche. Penso all'Iran, all'Iraq, all'Afghanistan, alla Cina, a Cuba.».
La sigaretta è finita e l'intervista pure, Marco Orsi alla batteria sta già "chiamando" tutti sul palco al ritmo de Gli occhi del musicista il brano che apre l'omonimo ultimo lavoro di Ruggeri; sul palco stanno salendo tutti: manca solo lui. Il tempo di una stretta di mano, la promessa di rivederci al prossimo tour ed Enrico si concede ai numerosi fans: ci sono abbastanza giovani, diverse persone di mezza età e anche qualcuno con i capelli bianchi. E' proprio vero, le belle canzoni restano tali, anche dopo vent'anni.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Angelo Musumarra

La scaletta
prima parte
- Gli occhi del musicista
- Gimondi e il Cannibale
- Inevitabilmente (lettera dal carcere)
- Uccidimi
- Il prestigiatore
- Medley "valzer": Rien ne va plus + Notte di stelle
                            + Marta che parla con Dio + Sole d'Europa
- Lettera dal fronte (Ta-pum)
- Turnover
- A un passo dalle nuvole

seconda parte
- Lunga è la notte
- Certe donne
- Morirò d'amore
- Prima del temporale
- Neve al sole
- La preghiera del matto
- Quello che le donne non dicono
- Il vitello dai piedi di balsa
- Ulisse
- Andiamo

primo bis
- Il mare d'inverno
- Mistero

secondo bis
- Primavera a Sarajevo
- Contessa


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