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Un Giacomo Leopardi anticonformista ne Il giovane favoloso di Mario Martone

  • Scritto da Enrico Zoi
Il Giacomo Leopardi (Elio Germano) che Mario Martone racconta ne "Il giovane favoloso" è un bambino prodigio che cresce sotto l'implacabile osservazione del padre Monaldo (Massimo Popolizio), in un'abitazione della sua Recanati che, più che una dimora, è una biblioteca e contemporaneamente una prigione. La mente del poeta ha sete di spazio e di letture, ma la vera vita è altrove, fuori di lì. In Europa tutto si trasforma, scoppiano moti e rivoluzioni, mentre Giacomo cerca in ogni modo contatti ed aperture verso l'esterno. A ventiquattro anni, quando finalmente parte dalla sua cittadina, l'alta società italiana, che già lo conosce, gli apre le sue porte ed egli ha accesso al mondo cui desiderava arrivare, ma al quale il suo istinto insieme timido e ribelle mal si adatta.
A Firenze, è coinvolto in un triangolo amoroso con il fedele amico napoletano Antonio Ranieri (Michele Riondino), con il quale convive senza arte né parte, e la bellissima e irraggiungibile Fanny Targioni Tozzetti (Anna Mouglalis), finché i due uomini non si spostano a Napoli per vivere la città campana nella sua dimensione più disperata, vitale e anche plebea. Allo scoppio del colera, Giacomo e Ranieri si trasferiscono per l'ultima parte del loro percorso comune in una villa immersa nel verde alle falde del Vesuvio.
Slow film rigoroso e accuratissimo quest'ultimo lavoro di Martone, il quale, da cineasta di razza e di esperienza, giustamente si affida alla totalità delle circostanze e degli elementi che compongono il cinema, arte plurale per eccellenza insieme al teatro, e niente trascura, dall'universale al particolare e viceversa. Già per questo ben dispone lo spettatore. Grazie alla sua direzione onnicomprensiva, il regista napoletano compone con tratto deciso quello che solitamente si definisce un affresco (ancora sull'Ottocento), al centro del quale piazza un bravo Germano, che fa di tutto per rendere l'idea di un Leopardi insieme poeta e ribelle e in fin dei conti convince, riflettendo in tal senso le intenzioni dello stesso Martone, il quale voleva una comunicazione ampia e popolare. Uno stile, per sua stessa ammissione, alla Roberto Rossellini, che non è difficile riscontrare alla visione del suo "Giovane favoloso".
Ma c'è dell'altro: c'è innanzi tutto la capacità, non troppo profonda però efficace, di rappresentare il sorgere, tutto romantico, della poesia di Leopardi direttamente dalle cose della vita, dai momenti e dalle occasioni del reale che egli, con un'unica operazione creativa ed esistenziale, prova sulla propria pelle, interiorizza ed esprime in versi ormai immortali. C'è quindi la lucidità del cinema dei fratelli Taviani, talvolta anche la loro immaginazione, il loro sguardo. E c'è, a tratti, una visionarietà simil-Federico Fellini ed echi di Pupi Avati (particolarmente quello mozartiano di "Noi tre"; e poi, soprattutto nel rapporto con il padre, il musicista di Salisburgo e Leopardi non sono forse affini?), affiancati ad una scelta musicale che, se forse è eccessivo definire kubrickiana, certo si colloca agli antipodi di quella nazionalpopolare alla Gabriele Salvatores o alla "Forrest Gump", tanto per portare esempi assai distanti da Martone e dal poeta marchigiano nella speranza di essere più chiari. E c'è, tornando all'attenzione al cinema a tutto tondo, l'avere impiegato per ruoli quantitativamente "minori" grandi personaggi dello spettacolo italiano, da Valerio Binasco a Sandro Lombardi, da Isabella Ragonese a Paolo Graziosi e Raffaella Giordano. Niente è lasciato al caso.
"Il giovane favoloso" non è un capolavoro, ma un film che in generale fa bene alla salute ed ha anche un suo piccolo grande valore insieme didascalico e anticonformista nel presentare un Leopardi meno icona e santino rispetto a quello a cui troppo spesso certo conformismo culturale ci ha abituati.

 

 

"Il giovane favoloso" di Mario Martone.
Con Elio Germano, Michele Riondino, Isabella Ragonese, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco, Paolo Graziosi, Iaia Forte, Sandro Lombardi, Raffaella Giordano, Edoardo Natoli, Federica De Cola.
Durata 135 minuti. Italia, 2014.
In sala dal 16 ottobre 2014.

 

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