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Teatro di Rifredi (Firenze): Carmela e Paolino, il varietà tra aldilà e aldiquà

  • Scritto da Enrico Zoi
Un momento di 'Carmela e Paolino' (foto Barbara Paveri)A distanza di un paio di decenni Angelo Savelli porta al Teatro di Rifredi Carmela e Paolino, uno dei maggiori successi della compagnia Pupi e Fresedde degli anni '90: Ay, Carmela di José Sanchis Sinisterra (all'epoca, ben otto anni di tournée in Italia, Europa e Sud America!). iù o meno nel mezzo, tra questo 'ieri e oggi' dello spettacolo, c'è, più lineare, il film di Carlos Saura, del 1990, che ha lo stesso titolo della pièce del drammaturgo spagnolo ed è interpretato da Carmen Maura e Andrés Pajares.
La storia è quella di due attori di varietà di qualità ordinaria che, nel 1938, a guerra civile spagnola in corso, vengono fatti prigionieri dai falangisti e sono costretti, loro malgrado, ad improvvisare per loro uno scalcinato ma esilarante spettacolo dal tragico esito finale.
Savelli, di concerto con l'autore, trasferisce il ricco e importante testo spagnolo nell'Italia del 1944, fra le canzoni e nel cuore dei timori e delle incertezze del secondo conflitto mondiale, in uno sperduto paese della provincia abruzzese invaso dai nazisti. Il piatto forte resta il ricordo dello spettacolo di varietà improvvisato da Carmela e Paolino per le truppe d'occupazione, anche se, nella versione con gli ottimi, poliedrici, esperti e brillanti Edy Angelillo e Gennaro Cannavacciuolo, il repertorio attinge giustamente a modelli e nomi nostrani: Nino Taranto, Totò, Anna Magnani, Erminio Macario, Gil e Cioffi, il Trio Lescano, Renato Rascel.
La cifra di Carmela e Paolino, solo apparentemente incerta, è duplice: da un lato, il crescendo emozionale e spettacolare, unito alla dicotomia tra aldilà e, se si può dire, aldiquà, conduce lo spettatore nelle lande della memoria e della riflessione sulla dignità umana, dall'altro la verve e la forza delle parti recitate e musicali travalicano l'àmbito di costrizione e di circostante tragedia nel quale esse sono comunque immerse, per diventare, nella sezione centrale, un omaggio al varietà popolare e musicale, con un occhio, magari solo di straforo e socchiuso, ad un classico del cinema italiano, quale Polvere di stelle (1973, di Alberto Sordi), interpretato dallo stesso Albertone e da Monica Vitti, pure ambientato nella medesima epoca e in Abruzzo.
Un omaggio così ben riuscito che il pubblico ride, interagisce e si diverte con gli attori, dimenticando il contesto storico dell'azione e quindi la guerra intorno, il fucile puntato, i contrasti fra i due protagonisti. Un pubblico che, in tal modo, è pronto all'amaro finale, in cui l'aldilà di Carmela, non capacitandosi di quanto sia e resti superficiale e timido l'aldiquà di Paolino, finisce per abbandonarlo al suo destino.

da venerdì 10 a domenica 26 ottobre 2014
Teatro Rifredi 
FIRENZE


Pupi e Fresedde/Teatro di Rifredi presentano
Carmela e Paolino
di José Sanchis Sinisterra
Traduzione, adattamento e regia di Angelo Savelli
con Edy Angelillo e Gennaro Cannavacciuolo
Musiche originali di Mario Pagano, eseguite dal vivo da Marco Bucci – pianoforte, Ruben Chaviano – violino, Simone Ermini – sassofono e clarinetto.
Scene e costumi di Tobia Ercolino.
Luci di Alberto Mariani.
Informazioni.

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