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Alla stessa ora il prossimo anno: cronaca di un romanticismo imploso

  • Scritto da Enrico Zoi
Marco Columbro e Gaia De LaurentiisUn classico del romanticismo del '900, Alla stessa ora il prossimo anno, commedia di Bernard Slade, prodotta per la prima volta nel 1975 e rappresentata per quattro anni consecutivi a Broadway, torna, tra déjà vu e un pizzico di nostalgia, sulle scene italiane, grazie a Marco Columbro e Gaia De Laurentiis e alla regia di Giovanni De Feudis. È una delle commedie più prodotte nella storia dello spettacolo. In Italia la prima edizione è a firma di Garinei e Giovannini nel 1978 con Enrico Maria Salerno e Giovanna Ralli. C'è poi una seconda edizione del 1989 con Ivana Monti e Andrea Giordana. Nel 2001 la coppia Marco Columbro (sostituito nel 2002 da Gianfranco Iannuzzo) e Maria Amelia Monti registra ovunque il tutto esaurito. Ne ricordiamo anche una versione cinematografica del 1978, Lo stesso giorno il prossimo anno, con Ellen Burstyn e Alan Alda, diretti da Robert Mulligan.
La trama la racconta lo stesso De Feudis: “George è fuori casa per lavoro, Doris per un ritiro spirituale. Sono al ristorante, lui la nota e le manda una bistecca, specialità del locale, e i due finiscono in quella camera di motel californiano come per caso. Entrambi sposati con figli, entrambi benpensanti. La mattina dopo si ritrovano oppressi da un devastante senso di colpa. Tanto devastante che decidono di rivedersi. Il prossimo anno, lo stesso giorno, la stessa ora, stesso motel, stessa camera. E poi l’anno dopo, e poi l’anno dopo ancora. Anno dopo anno”.
Il dolce e insieme ironico rosario dei sentimenti della piece di Slade, con l'unicità degli amanti che si ritagliano un'oasi felice o per lo meno esclusiva una volta ogni dodici mesi, nella quale poter trasgredire, ma con il giusto metodo che si addice alle rispettive e peraltro mutevoli posizioni professionali e alle consolidate situazioni familiari, nella versione affidata al duo Columbro-De Laurentiis decisamente non sboccia, o se lo fa, la fioritura ha luogo in maniera nascosta, velata, per questo inefficace.
Non sono sufficienti l'esperienza di lui, che stona un po' con un anagrafe non sempre in sintonia con le età del personaggio, e l'impegno manifesto di lei, che, pur trasparendo con inequivocabile evidenza, va poco oltre alla generosità di chi ce la mette tutta. Non bastano: la loro versione di questo classico della commedia è in perenne bilico tra il credere alla forza del sentimento e il lasciarsi cullare sull'onda del mare della facile battuta e del doppio senso. E a poco servono pure i filmati d'epoca, funzionali ai cambi di scena e di abito. Il romanticismo (e, con esso, l'intera casistica delle emozioni suscitabili dal testo di Slade e la sua natura di cartina tornasole di decenni di storia) che qui respiriamo è un romanticismo imploso.
Alla stessa ora il prossimo anno? Anche no. Una fuitina può bastare.
 
Teatro Puccini, piazza Puccini, Firenze.
Giovedì 5 febbraio: "Tiesse Teatro" presenta Marco Columbro e Gaia De Laurentiis in "Alla stessa ora il prossimo anno", commedia in due tempi di Bernard Slade.
Traduzione e adattamento di Nino Marino.
Regia di Giovanni De Feudis.
Scene Alessandro Chiti.
Costumi Silvia Morucci.
Luci Stefano Pirandello.

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