A+ A A-

Monica Guerritore: 'Qualcosa rimane', ma tra le pagine chiare e le pagine scure

  • Scritto da Enrico Zoi
Monica Guerritore e Alice Spisa sono in viaggio per l'Italia con Qualcosa rimane, opera scritta dal premio Pulitzer 2000 Donald Margulies, finora inedita nel nostro Paese. Attraverso le figure di Ruth Steiner, scrittrice di talento e fama interpretata dalla Guerritore, che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento a pochi bravi allievi, e di una giovane autrice, Lisa Morrison, che ha il volto e la fisicità della Spisa, il drammaturgo statunitense affronta il tema dello scontro generazionale. Argomento certo non originale, tuttavia sempre attuale, diremmo immortale. Il che significa che se ne può trarre un capolavoro o uno spettacolo a fasi alterne.
La scrittura di Margulies è sinonimo di qualità e profondità, come pure il lento svelarsi della Steiner, personaggio fortemente etico, nel suo itinerario del dolore dal quale, da un lato, emerge a poco a poco, ma intensamente, la sua complessa relazione affettiva, quando era una giovanissima aspirante scrittrice, con Delmore Schwartz, poeta, filosofo, scrittore, mentore tra l’altro di Lou Reed (e le note del suo evergreen A Perfect Day, da Transformer, risuonano più volte nell'aere dello spazio scenico) all’Università di Syracuse e protagonista del Dono di Humboldt di Saul Bellow, e, dall'altro, la forte esperienza da lei vissuta all'interno del mondo rivoluzionario della Beat Generation (Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Borroughs).
La giovanissima e spregiudicata Lisa, figlia dei suoi tempi più frettolosi, sente un po' animalescamente la vitalità di quel mondo, che le arriva come un'improvvisa e persistente frustata di vento, e, facendosi forte del suo indubbio talento letterario e di un'impazienza di arrivare che non prevede le necessarie e più umane componenti dell'attesa e dello scrupolo, scrive, produce, pubblica, anche a costo di tradire.
Uno dei temi che balza alla ribalta, insieme al raffronto, ora dialettico, ora agonistico, fra passato e presente, è dunque quello, duplice, della gratitudine e del rispetto della privacy, che si traduce in un'ode drammatica sul trascorrere del tempo e sulla nascita di una nuova fedifraga opera letteraria attraverso lo sfiorire di una vita.
Situazioni, sentimenti, emozioni e turbamenti che il testo di Margulies snocciola con dovizia di rivoli di riflessione e di espressività formale e contenutistica, trovando in questo un'adeguata sponda nelle due interpreti, particolarmente nella Guerritore, sempre all'altezza, anche negli imprevisti dei colpi di tosse e dei cellulari colpevolmente non spenti. Meno, a nostro avviso, nell'allestimento, fluido solo a corrente alternata e caratterizzato da un uso di alcuni dei classici della musica del secondo Novecento, dalla citata A Perfect Day di Lou Reed a Have You Ever Seen the Rain? dei Creedence Clearwater Revival, che sa, nei modi, del più accattivante e demagogico Gabriele Salvatores, e che, pur nell'apprezzamento dei brani presentati, appare tutt'altro che originale (anzi, è una scelta artistica che sembra quasi un must di questa stagione!), inficiando il valore complessivo della proposta teatrale.
Così, da questa messa in scena, se “qualcosa rimane”, è come velato “tra le pagine chiare e le pagine scure”.
 
25 febbraio 2015
Teatro Aurora
SCANDICCI (FI)

Qualcosa rimane
di Donald Margulies
Regia Giorgio Diritti
Con Monica Guerritore
e con Alice Spisa

Produzione Parmaconcerti – Pierfrancesco Pisani
Tutte le date

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".