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Ula Ulijona Zebruinaite e gli Archi della Filarmonica di Torino di Sergio Lamberto; il suono che fa innamorare

  • Scritto da Elena Meynet
Gli archi innamorano o non si possono ascoltare. Al primo caso appartengono gli Archi della Filarmonica di Torino, con Sergio Lamberto maestro concertatore: un ensemble corposo, dal suono morbido e avvolgente, un piccolo gigante, con il tocco imperioso di una precisione quasi assoluta. Sono il supporto perfetto per il talento della violista Ula Ulijona Zebruinaite, che sceglie di riprodurre il virtuosismo della voce umana in due brani di Reinhard Gilère, dal Concerto per soprano di coloratura e orchestra op. 82, e nella Fantasia in sol minore op. 94 di Hummel. Tutto il registro della viola, con la ricchezza dei suoi armonici, si dispiega sotto le dita agili della lituana, che con naturalezza sfoggia suoni acuti delicati e virtuosismi, mentre il suono è curato al dettaglio. 
Ben scelta la serenata in do maggiore op. 48 di Caikovskij, con cui l'orchestra prosegue da sola. Una voce calda e omogenea, con quelle piccole imperfezioni che ci ricordano di essere a teatro e non in studio di registrazione: questo è il canto degli orchestrali, in uno dei brani più poetici del russo, che costruisce la serenata con un equilibrio naturale, che attraverso gli archi diventa piacevolezza calda, vivace nel passare dal cantabile alla danza. Ben costruite le progressioni, limpido il canto, vale la pena di regalarsi una serata di musica pulita come nelle orchestre italiane ancora si sa fare.
27 febbraio 2015
Saison Culturelle 
Teatro Splendor, via Festaz 
AOSTA

Ula Ulijona Zebruinaite, viola
Archi della Filarmonica di Torino
Sergio Lamberto, maestro concertatore

@il_trillo

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