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La giovinezza di Paolo Sorrentino è la poetica delle microstorie che si trasforma in epica umana

  • Scritto da Enrico Zoi
In Youth-La giovinezza, di Paolo Sorrentino, Fred Ballinger (Michael Caine) e Mick Boyle (Harvey Keitel) sono due amici di vecchia data, ormai ottantenni, che stanno passando una vacanza in un albergo delle Alpi svizzere. Il primo, accompagnato dalla figlia Lena (Rachel Weisz), è un celebre musicista e direttore d'orchestra, che non ha nessuna voglia di ritornare sul podio nemmeno su richiesta della regina d'Inghilterra. Il secondo è un regista cinematografico, pure assai famoso, che sta lavorando al suo ultimo lungometraggio, per il quale desidera come interprete principale una grande attrice sua vecchia amica, Brenda Morel (Jane Fonda). Per ambedue – e se ne rendono conto – il tempo passa velocemente. La cornice in cui Sorrentino ambienta il suo Youth, film più di situazione che di trama vera e propria, è quella di un hotel di lusso, dove alloggiano vari vip di diversa provenienza: attori, registi, musicisti, persino Miss Universo e Diego Armando Maradona. La location alberghiera e l'andamento insieme compassato, ironico e angosciante del disvelarsi della vicenda nella narrazione del cineasta napoletano rimandano in parte, come eco e atmosfera, all'Hotel des Bains del Lido di Venezia, dove Luchino Visconti nel 1971 girò il suo capolavoro Morte a Venezia, da Thomas Mann. E non è certo un caso, o se lo è rappresenta una coincidenza inconscia assai significativa, che l'albergo di Youth sia lo Schatzalp Hotel di Davos (Svizzera), menzionato proprio da Mann nella Montagna incantata.
Il film di Sorrentino si situa così nell'àmbito del cinema concettuale e di un'estetica a tratti rigorosa, in altri momenti visionaria e sorprendente.
È sempre Sorrentino, insomma, è lui, con il suo gusto per una bellezza mai da cartolina (tentazione facile con i meravigliosi paesaggi alpini), ma appropriata e profondamente allusiva. È lui, con la mano e la sensibilità che lo contraddistinguono, che intreccia e tesse un film, anzi il film della poetica delle microstorie che diventano un'epica umana unitaria, fatta di amicizie, emozioni, tradimenti, desideri, sospensioni, spettacoli, meschinità, rimpianti, silenzi, sentimento della morte, sessualità e sensualità, stupori, racconti, ricordi, slanci verso il passato e sguardi al futuro, speculazioni pseudointelletuali e cure fisiche.
I personaggi in realtà sono tanti e ciascuno ha la sua storia. Non ci sono solo i pilastri Fred e Mick: intorno a loro ruotano piccole grandi presenze, come le giovani dell'hotel, la massaggiatrice, la prostituta e Miss Universo, ciascuna delle quali capace di dare una sobria ma importante lezione ai due protagonisti e al contemplativo attore Jimmy Tree (Paul Dano), schiavo di un suo vecchio ruolo, un po' come il Riggan Thomson del Birdman di Alejandro Iñárritu; e poi c'è Lena, la figlia di Fred, costretta a mettersi in gioco dopo un poco divertente colpo di scena nella sua vita sentimentale; e la diva Brenda, alla quale Jane Fonda dona un trascorso di fascino in un presente di trucco e crudele onestà intellettuale.
È un viaggio il film di Sorrentino, un percorso che parte come un diesel e avvince via via come le danze dei dervisci rotanti, trasformando le tante storie che si insinuano nell'albergo e nei suoi magnifici dintorni in un insieme epico e coinvolgente. Un po' come se il costume policromo di Arlecchino diventasse con il tempo un inquietante gessato evergreen.
Youth sviluppa alcune tematiche e situazioni della Grande bellezza (come non vedere nel personaggio di Caine una prosecuzione del Jap Gambardella di Toni Servillo?) e contemporaneamente se ne estranea, salendo un ulteriore gradino e superando le splendide monadi che componevano il film premiato con l'Oscar a favore di una sintesi espressiva pressoché perfetta, nella quale lo spettatore deve mettere del suo per cercare di afferrare le illimitate dimensioni temporali della vecchiaia e della giovinezza. Da rivedere.
 
Youth - La giovinezza
di Paolo Sorrentino.
Con Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda, Neve Gachev, Ed Stoppard, Alex MacQueen, Tom Lipinski, Madalina Diana Ghenea, Emilia Jones, Chloe Pirrie.
Drammatico. Durata 118 min. - Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna 2015 - Medusa.
In sala dal 20 maggio 2015.

@il_trillo

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