A+ A A-

GucciMuseo: la lunga storia della doppia G tra divi del cinema e la chitarra elettrica degli U2

  • Scritto da Enrico Zoi
A Firenze, in Piazza della Signoria, tra la Fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati e la Statua equestre di Cosimo I del Giambologna, entrambe del '500, si colloca il GucciMuseo, inaugurato nel settembre del 2011 in occasione dei novant'anni dalla nascita del marchio. La sede è il trecentesco Palazzo di Mercanzia.
I 1715 metri quadrati e i tre piani organizzati dal Direttore Creativo di Gucci Frida Giannini raccontano in altrettanti step la storia della casa di moda fiorentina, con un percorso in ascesa che, se non aiuta l'unitarietà della visione, certo rende conto di quanta strada, di quanto lavoro e di quanta energia siano stati percorsi e spesi dal 1921 ad oggi dalla fantasia e dallo stile Gucci. Le sale sono a tema. Al pianoterra, nella Sala Viaggio, che quasi simbolicamente apre l'itinerario, l'allestimento propone bauli, valigie, accessori e articoli pensati e realizzati tra gli anni '50 e gli anni '70 del '900 per il jet set internazionale. Entra felicemente 'a gamba tesa' tra queste vetrine iniziali una superba Cadillac Seville degli anni '80, ovviamente con tappezzeria Gucci! Si tratta di un'autovettura midsize di lusso prodotta dalla casa statunitense dal 1975 al 2004, che non ha lasciato indifferente nemmeno il mondo del cinema: compare infatti in Jackie Brown (Quentin Tarantino, 1997) e Resident Evil: Apocalypse (Alexander Witt, 2004).
La salita è accompagnata da una breve sequenza di alcuni fra i clienti vip di Gucci, immagini in bianco e nero che ci riportano ad un cinema che non si fa più e a un divismo d'altri tempi, dove l'eleganza non era solo un'operazione di facciata, ma, pur negli immancabili vizi privati, anche e soprattutto un felice ed estetico must comportamentale. Ci guardano idealmente dalle fotografie la Vanessa Redgrave di Blow Up (Michelangelo Antonioni, 1966), Veruschka, Henry Fonda, Audrey Hepburn, Kim Novak, Maria Callas, Grace Kelly, Tony Curtis, Sophia Loren, Ursula Andress, Liz Taylor, Richard Burton, David Niven e – pesce leggermente fuor d'acqua in questo contesto – la rockstar Rod Stewart.
Tuttavia, al di là delle tematiche, è bello farsi guidare dalle emozioni, dai cromatismi e dai molti giochi fatti e fattibili con il monogramma della doppia G.
Al primo piano, tra porcellane e abiti, esplodono i fiori e le relative fantasie, seguite dall'elegante borsetteria da sera, caratterizzata anche dall'uso di materiali poveri in un repertorio del lusso, come il bambù, dal quale nasce la celeberrima bamboo bag, ammirata per la prima volta al cinema nel 1954 al braccio di Ingrid Bergman, nel film Viaggio in Italia di Roberto Rossellini. In fondo troviamo la splendida Sala Evening, con i preziosi vestiti indossati da attrici famose, un'autentica e scintillante Stonehenge degli abiti da sera.
Al secondo piano brillano gli occhi nel vedere i soprabiti e ancora i vestiti da sera in lamé dei primi anni '60 accanto ai giochi e alla chitarra elettrica, firmata Gucci, collezionata da The Edge (David Howell Evans), mitico chitarrista degli U2, e immortalata nel 2000 nel video Elevation, quello con Angelina 'Lara Croft' Jolie.
Unica nota lievemente kitsch (ma è questione di gusti) i bicchieri teste di animali e gli accendisigari testa di cervo (un inelegante ridimensionamento per questo superbo animale, da sempre associato alla simbologia del sole!), immediatamente, però, mitigata dalla coinvolgente 'costellazione delle borse' dell'ultima sala, capace di evocare contemporaneamente la sacralità del Presepe e il surrealismo alla Marc Chagall, ma in versione dark.

Informazioni: GucciMuseo.

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".