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Teatro di Rifredi (FI): con Alessandro Riccio è … Roba da Duri!

Alessandro Riccio La Roba da duri di Alessandro Riccio è la storia 'tutto in una notte' di un nipotino timido e pauroso, l'ottimo esordiente Gianmaria Corona, alle prese con uno zio punk, un'accoppiata familiare pressoché inedita, generata dalla necessità dei genitori del bambino di rimanere un po' da soli per provare a recuperare un rapporto in crisi. Il tutto incastonato nella cornice (insolita per la situazione) delle favole di Esopo. Lo zio, nervoso personaggio coperto di tatuaggi, piercing e orecchini, che vuole essere chiamato semplicemente Ivan, abita in un appartamento che fa del disordine la traccia connotante sia dell'arredo sia della filosofia di vita.
È lì che, fra telefonate di illecito lavoro e violenti stacchi musicali, egli accoglie il figlio della sorella, il quale, non riuscendo a dormire, preda di pensieri e di paure, in un luogo e in un letto ignoti, senza amici né genitori vicini, gli chiede di leggergli le favole di Esopo, la dotta ninna nanna alla quale egli è abituato: i racconti mitici dello scrittore greco del sesto secolo avanti Cristo diventano in tal modo il tormentone e il trait d'union tra due mondi individuali assai diversi, consanguinei eppur non intimamente parenti, tra due anime in affanno e in difficoltà, che si scambiano grida e rimproveri, arrabbiature e frecciate, rimorsi e bastonate.
Il tutto in un'atmosfera da commedia che aspira ad essere divertente (e in parte lo è) e al tempo stesso corrosiva, attuata con una concezione del caos evidente in cui Ivan vive rappresentata 'alla lettera', senza mediazioni, in maniera diretta: sconclusionata l'esistenza del padrone di casa, sconclusionata e perennemente mossa la struttura dello spettacolo, un'ora e venti di azione che trascorre spesso sopra le righe, alla prevedibile insegna di un messaggio riassumibile nell'espressione 'l'apparenza inganna', in cui sia il multiforme Riccio, sia il divertito e disinvolto Corona si rivelano duri, sì, ma dal cuore tenero.
Nonostante il pubblico entusiasta come il rock della colonna sonora, lo spettacolo, contraddistinto da un testo che sceglie la non ricchezza lessicale quale chiave per la sua indubbia immediatezza, è un jet perfettamente funzionante in costante attesa di decollare.
Il ribaltamento dei ruoli con cui si conclude la piéce arriva senza sorprese, quasi atteso dagli spettatori. Il finale gucciniano (echi puntuali, benché forse inconsapevoli, de Il vecchio e il bambino) testimonia l'aspetto più dolce di Roba da duri: la quadratura del cerchio tra il bisogno di favole dello zio e di avventura per il nipote.
 
da martedì 12 a domenica 17 aprile 2016
Teatro Rifredi
FIRENZE

Tedavi '98 presenta
ROBA DA DURI
uno spettacolo di Alessandro Riccio
tratto dalle favole di Esopo
con Alessandro Riccio e Gianmaria Corona
costumi Veronica di Pietrantonio
luci Lorenzo Girolami
assistente alla regia Giacomo del Vecchio
sarta Daniela Ortolani

Informazioni: 055/4220361
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