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ImPerfect Dancers e il figlio americano di Madame Butterfly

Mentre debutta a Pisa  con il nuovissimo "Hamlet", la compagnia imPerfect Dancers​ riporta in scena un suo successo del 2013, un classico della letteratura che fra le mani del coreografo Walter Matteini e ​della ballerina, coreografa, costumista ​Ina Broeckx​ acquista potenza, modernità, diventa senza tempo.  "Madame Butterfly's son", dalla celebre opera di Giacomo Puccini, vive sul palco del teatro Splendor di Aosta, nello spettacolo di martedì 16 maggio 2017. La forza dei danzatori viene dal movimento e dalla interpretazione, gesti inconsueti, che raccontano la storia di un figlio alla ricerca delle proprie origini e ripercorre la storia tragica della madre attraverso le parole dell'ultima superstite, la domestica Suzuki. Non ha un nome, il figlio della giovanissima geisha Cio-Cio San, la delicata farfalla che torna a volare anche sul palco, avvolta nel lungo kimono ormai insanguinato dal suo estremo gesto d'amore. Una valigia di cartone, pochi oggetti, da immaginare, segnano le tappe della storia, un passato da ricostruire e capire. Pinkerton, ufficiale americano, approfitta delle usanze giapponesi per impalmare e poi ripudiare la ingenua e delicata Butterfly, fragile come la farfalla di cui porta il nome. Lei non sa, o non vuole credere che lui possa tradir,a. Il litigio fra lo zio Bonzo e Pinkerton, quasi duello fra le due culture giapponese e americana, è ora anche il tormento del ragazzo, cresciuto in America come ha voluto il padre, ma ora alla scoperta della sua parte nipponica, sepolta a Nagasaki con il corpo della madre. I fiori del matrimonio, rossi petali dal cielo, non compensano i fuochi del funerale, lampadine sospese fra i ballerini. La benda che Butterfly ha posto sugli occhi del figlioletto, prima di tagliarsi la gola, non cancella il sangue sparso dal coltello rituale e ora diventato macchia indelebile sul ventre delle ballerine. 
La forza atletica, la velocità, il gioco dei movimenti orizzontali, rasoterra, in sospensione sopra il palco, tutto è sottolineato dalla musica, non firmata né in locandina né nei programmi di sala, ma si riconoscono le belle voci d'opera nelle arie più celebri della musica pucciniana, prima fra tutte "Un bel dì vedremo". Si aggiungono altre note, più o meno conosciute al grande pubblico: così, il primo tempo della sonata "Al chiaro di luna" di Beethoven sembra fare da contraltare al Paese del Sol levante, notte contro giorno, mentre l'aria "Ombra mai fu", più nota come "Largo" di Haendel,  segna la decisione di Cio Cio San di optare per la morte piuttosto che tornare alla vita da geisha​, ​fino al meno noto Aarvo Part nella sua descrizione musicale del dolore. La fascia che proteggeva gli occhi del bambino dalla vista del sangue della madre, ora è la benda che svela un passato con cui lui, ora adulto americano, dovrà fare i conti: con la propria doppia identità nazionale, con il sacrificio della ragazzina che gli diede la vita e tutta la dolcezza di una mamma ingenua e delicata come una farfalla.
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