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[r] Bruno Praticò, il talento espressivo

  • Scritto da Elena Meynet

29 febbraio 2004, ore 21
Chiesa Cattedrale
AOSTA

58e Anniversaire de l'Autonomie
56e Anniversaire du Statut spécial


Bruno Praticò baritono
Coro e orchestra Émile Chanoux
Aldo Tarchetti direttore

Bruno Praticò, il direttore Aldo Tarchetti ed il Coro Emile Chanoux











Programma
G. M. BORDET NOTRE PÈRE
pour Choeur et Orchestre (première exécution)
A. STRADELLA PIETÀ, SIGNOR
pour Baryton et Orchestre
W.A. MOZART AVE VERUM K. 618
pour Baryton et Orchestre
G. FAURÉ CANTIQUE DE JEAN RACINE OP.11
pour Choeur et Orchestre
G. F. HAENDEL O MIO SIGNOR
pour Baryton et Orchestre
A. CORELLI CONCERTO GROSSO EN SOL MINEUR
OP.6 N.8 "POUR LA NUIT DE NOËL"

Vivace, Grave, Allegro
Adagio, Allegro, Adagio Vivace
Allegro, Pastorale
A.VIVALDI LAUDATE DOMINUM RV 606
pour Choeur et Orchestre
C. FRANCK DOMINE, NON SECUNDUM
pour Choeur et Orchestre
F. SCHUBERT AVE MARIA
pour Baryton et Orchestre
C.GOUNOD AVE MARIA
pour Baryton et Orchestre
G. ROSSINI AVE MARIA
pour Baryton et Orchestre
C. FRANCK PANIS ANGELICUS
pour Baryton, Choeur et Orchestre


Scegliere un buon repertorio da presentare in una chiesa non è semplice, ma Bruno Praticò, umile e spontaneo baritono buffo, riesce a rendersi interessante anche senza abiti di scena e con il solo sfondo di un coro non professionista.

Bruno Praticò prima del concertoIl coro e l'orchestra Émile Chanoux, diretti da un ottimo Aldo Tarchetti, hanno incorniciato e valorizzato una delle voci più espressive del teatro d'opera. Praticò nasce ad Aosta ed inizia a cantare con Giuseppe Valdengo; poco più che ventenne si sposta a Milano con Roberto Celletti e trova subito la sua strada nei ruoli comici, ai quali riesce a dare quello spessore che caratterizzava il suo maestro Valdengo ai tempi di Toscanini: «Mi ispiro a quel modello - dice Praticò - secondo me il migliore, penso ad esempio al personaggio di Falstaff: in realtà non è la persona a far ridere, ma tutta la situazione. Il segreto è tutto qui».
Vestito di un caffettano bianco, espressivo sebbene immobile, Praticò ha proposto alcuni brani classici del repertorio sacro, senza però privarsi delle Ave Maria di Schubert e di Gounod, che tanto fanno litigare sposi e parroci: «Sant'Agostino - spiega il baritono - diceva che cantare equivale a pregare due volte, quindi un canto sacro non può scandalizzare nessuno!» Hanno senz'altro contribuito a rendere più preziosi i due brani gli arrangiamenti del giovanissimo compositore torinese Luca Sambataro, che ha scelto interessanti imitazioni interne che, in chiusura, hanno strappato qualche lacrima di commozione in più.
Una menzione a parte merita l'Ave Maria di Rossini che, come sottolinea Praticò, «è costruita fondamentalmente su due sole note», una sorta di pedale d'armonia riservato alla voce solista lungo tutto il brano, che lascia ampio spazio all'espressività orchestrale in un gioco inatteso e stupefacente.
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