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[r] Il puro piacere della musica di Sokolov

  • Scritto da Elena Meynet

4 marzo 2004
Théâtre De la Ville
AOSTA
Foto di Alessandro Marchetto

Le altre date
12 marzo 2004, ore 21 - Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica ROMA


Grigory Sokolov. Nel mondo infinito della musica.

Grigory Sokolov


Il repertorio che il grande pianista russo ha scelto per l'Italia è decisamente particolare.
Sicuramente il nome da solo, Bach e Beethoven, tranquillizza chi si accinge a trascorrere un paio d'ore in sala da concerto, eppure in questa scelta c'è un non so che in più.



Grigory Sokolov è ormai celebre per la sua assoluta padronanza pianistica, non soltanto a livello tecnico, ma per un naturale controllo del suono che trasmette appieno il piacere dell'esecutore nell'interpretare e trasmettere. Bach e Beethoven, dunque. Dall'origine del sistema temperato all'anticipazione della contemporaneità. Ci introduciamo in un salotto settecentesco, serio ma velatamente spiritoso, con la Partita n.6 in mi minore BWV 830: una sfilata ordinata di danze, ormai passate dalla sala da ballo a quella da concerto, ma che conservano attraverso le mani di Sokolov uno spirito brillante che tiene incatenati. Fino ad attraversare la Fantasia e fuga in la minore BWV 904 senza batter ciglio: un'ora di musica in cui l'esecutore non aspetta gli applausi, non lascia nemmeno il tempo di pensare un giudizio, perché non ce n'è bisogno. Grigory Sokolov
Il pianista suona immerso in una concentrazione meditativa, il pubblico rimane sospeso in questo mondo meraviglioso semplicemente ricreato con le note.
Il Bach secondo Sokolov è limpido e sgranato, asciutto: ricorda le gocce di rugiada nella prima alba di un'estate torrida, somiglia alle mille frammentazioni del mercurio, che rotola via in liquide palline argentate, splendide ma da non toccare. C'è pochissimo eppure non manca nulla: le voci si inseguono, nella fuga che segue la fantasia; le danze della partita snocciolano suoni tranquilli e sicuri di sé.
Nella seconda parte è la volta di un Beethoven ancora una volta salottiero, ancora vicino al Clementi brillante, con la Sonata n.11 op.22. Che Sokolov l'abbia scelta in una associazione di idee musicali, per prepararci al gran finale che ci aspetta? Non risponde, secondo lui non è un argomento importante, così come è perfettamente naturale possedere una memoria senza fondo per qualunque cosa: facile da capire quando lo si incontra, immerso come è in ogni istante da vivere e suonare...
Pochi brani, impegnativi, autorevoli, e forse siamo pronti ad affrontare una delle meraviglie assolute della musica pianistica e non solo: la Sonata n.32 op 111 in do minore di Beethoven. Qui c'è veramente tutto ciò che si può dire, un discorso musicale completo che, al termine di due soli tempi, ritiene che non ci sia altro da aggiungere. I suoni che Sokolov riesce a trarre dal suo pianoforte sono avvincenti: ha ragione lui, non c'è registrazione che possa riprodurre da un punto di vista (o di udito) reale, che sia quello del pubblico o dell'esecutore. Il pianissimo è nitido e delicato, il fortissimo avvolgente, ogni sezione, ogni discorso musicale si evidenzia con naturalezza. Sentiamo anticipare, con straordinaria intuizione del compositore e spontaneità dell'esecutore, ritmi serrati che fanno pensare al jazz e poi disegni evocativi che anticipano le più belle colonne sonore di oltre un secolo più tardi.
Il concerto è molto lungo ma impagabile, così come generosissimo del suo talento è Sokolov, che esce per ben quattro bis: si tratta del puro piacere della musica, che già nel pomeriggio l'aveva trattenuto a lungo nelle “prove”, senza curarsi di chi lavorava intorno a lui per lucidare il pianoforte e predisporre la sala. La musica di Sokolov è unica, tanto da far esclamare a chi faticava spostando e montando: “questo sì che suona!”
Elena Meynet

Programma

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Partita n. 6 in mi minore BWV 830
Toccata – Allemanda – Corrente – Air – Sarabande - Tempo di gavotta – Gigue
Fantasia e fuga in la minore BWV 904

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata n. 11 op. 22 in si bem. Maggiore
Allegro con brio - Adagio con molta espressione – Menuet - Rondò: Allegretto
Sonata n. 32 op. 111 in do minore
Maestoso. Allegro con brio e appassionato
Arietta. Adagio molto, semplice e cantabile


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