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[r] Campovolo: il giorno del 'Liga'

  • Scritto da Francesco Musumarra

Ligabue nel concerto di Campovolo 10 settembre 2005
REGGIO EMILIA - Area Campovolo

Il 'Giorno dei Giorni', singolo nuovo e canzone d'apertura del concerto evento il Ligabue a Reggio Emilia nell'area di Campovolo. L'effetto ottico è immenso: 200mila persone a ballare e cantare con il rocker emiliano. Nel complesso un gran bel concerto con quattro palchi 'sperimentali' dove va di scena con l'attuale band, in assolo, con i 'Clandestino' (la band dei primi album) ed in versione acustica. Il 'Liga' si dimostra, come ha abituato da sempre i suoi fans, in grande forma fisica e con una grinta incredibile, passando da un palco all'altro cantando i migliori brani della sua carriera senza mai perder un filo di voce.

Il concerto ha però avuto anche qualche problema tecnico dovuto all'impianto sonoro che, con l'area di Campovolo piena, ha perso la sua affidabilità nella diffusione del suono. I problemi si sono verificato principalmente per chi è arrivato all'ultimo momento ed sono stati enfatizzati da una leggera brezza che 'bloccava' la diffusione. Non sono mancate le lamentele, i fischi e qualche coro inneggiante al 'Blasco' e a 'Quel mazzolin di fiori' che dalle retrovie della folla venivano urlati nel momento in cui Ligabue chiedeva il massimo silenzio per l'esibizione del secondo nuovo brano intitolato 'Sono qui per l'amore' presentato in chitarra e voce. L'obiettivo dei 'disturbatori' era quello di far rendere conto a Ligabue del problema, del quale però se ne è accorto solo quando è arrivato sul palco con i 'Clandestino', tant'è che da lì in poi l'acustica di Campovolo è migliorata sensibilmente.
Il 'logo' del concertoLo spettacolo non è mancato dopo l'apertura del concerto con 'Il giorno dei giorni', il nuovo singolo che ha anticipato l'album 'Nome e cognome', in uscita il 16 settembre, ci si è riscaldati con 'I ragazzi sono in giro' seguito dai migliori brani del 'Liga'.
Emozioni nell'assolo con 'Sogni di rock n' roll' e 'Non è Tempo per noi' ed ed una versione molto armonica di 'Eri bellissima'. Ancora più emozionante, per i fans storici, nel rivedere la vecchia guardia al completo, con i 'Clandestino' che fa tornare la mente indietro di almeno dieci anni. Nella versione acustica, accompagnato solo dal violino. Ligabue ha voluto dedicare 'Il giorno di dolore che uno ha' ai suoi amici scomparsi per poi tornare nel palco principale con la banda preceduto da fuochi d'artificio.
Spettacolare anche la folla durante i brani storici come 'Certe notti', 'Vivo morto o X' ed 'Una vita da mediano' durante i quali hanno ballato e cantato senza sosta. Il finale è stato emozionante con 200mila persone ad intonare 'Urlando contro il cielo' per finire nel massimo della 'leggerezza' con, appunto 'Leggero'. Da segnalare anche il terzo brano inedito del nuovo album 'Happy hour' molto rock e da ascoltare molto bene.
Qualche problema all'audio per il grande concerto del rocker emilianoDa segnalare un'ottima organizzazione nell'accoglienza del 'popolo del Liga' anche se, ovviamente, le autostrade e le strade statali intorno a Reggio Emilia sono andate in pieno collasso e nel 'dopo concerto' gli stessi fans, principalmente quelli arrivati in macchina, sono stati abbandonati a loro stessi: in fila dall'una ma in movimento solo alle sei del mattino.
La serata è stata 'rovinata' dal furto in casa di Ligabue che è successivamente diventata meta di 'pellegrinaggio' da parte dei numerosissimi fans.
Dopo il concerto Ligabue ha voluto ringraziare così: «lasciatemi cominciare con la parola con cui ho finito il concerto: grazie. E' ancora sbalorditivo, per me, immaginare che così tanti di voi abbiano deciso di esserci. E l'avete fatto pur sapendo le difficoltà che, inevitabilmente, ci sarebbero state, nell'arrivare sul posto e nel tornare a casa. Nonostante questo eravate lì e tutti, dai tecnici, agli addetti ai lavori, ai giornalisti, non facevano che ripetere, prima del concerto, di quanto foste belli nel vostro essere civili e festosi. Gli ultimi pezzi dello show, come sempre, vi illuminavano tutti e io non potrò mai dimenticare il colpo d'occhio con cui finalmente vi ho visti nella vostra completezza, a mani alzate, ballare, tenere il tempo».
«Doveva essere emozione al cubo e così è stato. Quindi, scusate se mi ripeto ma: grazie
- continua Ligabue - il tempo di fare la doccia e le emozioni vanno avanti: i ladri sono entrati in casa. Be', onestamente speravo in ben altro post-concerto ma si sa, non si può avere tutto. Non vi sto a tediare troppo su questa cosa ma, chiunque di voi abbia vissuto un'esperienza del genere, lo sa che, al di là dell'entità del furto, si subisce una violenza forte nel vedere la propria casa violata, rovesciata, non così protetta come speravi». «Ma il furto più grosso l'ho subìto dopo - spiega ancora il rocker emiliano - perché si tratta di un furto all'anima. Quando sono venuto a sapere che una parte di voi non è stata servita bene dall'audio per una buona parte del concerto.Antonio 'Rigo' Righetti, 'Capitan' Fede Poggipollini e 'il Liga' Da sempre si sa che nei grandi spazi è molto difficile assicurare una perfetta resa sonora a tutti quanti. Questa volta però, abbiamo chiesto per mesi, a chi si sarebbe occupato dell'audio, le più ampie garanzie perché questo succedesse. Volevamo fortemente che si riuscisse anche dove di solito non si riesce, anche in uno spazio così grande e nonostante la natura sperimentale del concerto. Controlli su controlli. Prove su prove. Sappiate che c'è stato il nostro più forte impegno economico di sempre perché questo ci venisse garantito e, pure, quella garanzia ci è stata data ripetute volte. Purtroppo, abbiamo saputo che non è andata così fino in fondo. Ecco, venire a sapere che una parte di voi (ci dicono quelli in prossimità del palco vintage e, a dire la verità, quando ho suonato su quel palco avevo visto facce scontente e un cartello con scritto 'non si sente' e l'ho fatto presente ai tecnici vicini) che una parte di voi, dicevo, possa non avere goduto del concerto per come l'avevamo pensato e studiato e organizzato è il vero furto che mi è stato fatto».
«Volevo che tutti foste felici
- conclude Luciano Ligabue - che tutti poteste sentire quello che io rovesciavo sui vari palchi. Perché ve lo meritavate tutti. Chiedo scusa personalmente a quelli di voi che non hanno potuto sentire come si doveva. Anche se non sono quello che smanetta gli impianti. Casomai quello che subisce l'amarezza di avere indirettamente insoddisfatto qualcuno di voi. Ancora una volta grazie a tutti per questa giornata pazzesca».

@il_trillo

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