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Enrico Ruggeri: è partito il tour 2004

  • Scritto da Angelo Musumarra

Sabato 21 febbraio - Palais SAINT VINCENT (AOSTA)
Lunedì 23 febbraio - Teatro comunale BELLUNO
Giovedì 26 febbraio - Teatro comunale ALESSANDRIA
Venerdì 19 marzo - Teatro Colosseo TORINO
(tutti i concerti iniziano alle 21)

Enrico Ruggeri
ENRICO RUGGERI in concerto
con Luigi Schiavone chitarre, basso e mandolino
Davide "Billa" Brambilla fisarmonica, tastiere e trombone
Lorenzo Poli basso
Pino di Pietro pianoforte, tastiere e basso
Marco "Nano" Orsi batteria


E' inevitabile, o il rock è l'unica cosa che si sa suonare (seppur splendidamente, come i Rolling Stones) o nell'evoluzione musicale ed artistica di un cantautore si vanno ad esplorare strade che, ovviamente, non erano state mai toccate in precedenza. E' il caso di Enrico Ruggeri, che da qualche album si è avvicinato a sonorità più jazz (ascolta il fantastico doppio live "La Vie en rouge") con chiare contaminazioni balcaniche (ascolta l'ultimo lavoro, "Gli occhi del musicista") rimettendosi in gioco ancora una volta, dopo venticinque anni di carriera.

Una carriera che parte proprio da Milano, città natale di Enrico Ruggeri, che prima con i "Josafat" e poi con i "Decibel", percorre la strada del punk italiano, facendosi notare nell'underground milanese. A Sanremo, nel 1980, il primo acuto, con "Contessa", a cui segue il doloroso scioglimento del gruppo e l'inizio della carriera solista, con l'arrivo di Luigi Schiavone, strappato ad un futuro di riparatore di elettrodomestici. Passano due album, "Champagne Molotov" e "Polvere" con tante belle canzoni che poi verranno riscoperte più in là, quando da "Presente" a "Vai Rrouge" in cinque album, scrive i fondamentali della sua discografia: canzoni come "Il mare d'inverno", "Il portiere di notte" e "Nuovo swing" che lo faranno ricordare negli annali come fine autore e grande interprete.
Dopo, Enrico si toglie gli occhiali e qualche sfizio, come quello di farsi accompagnare dall'Orchestra di Stato russa, reinterpretando canzoni di successo della storia musicale italiana, per passare poi alla fase rock, con quattro album, da "Il falco e il gabbiano" fino a "Oggetti smarriti" (tra cui è opportuno ricordare la vittoria a Sanremo 1993 con "Mistero"). "Fango e stelle" è un bel "concept-album" realizzato alla maniera dei Genesis anni '70 (quelli con Peter Gabriel, per intenderci).
Il resto è storia recente, "Domani è un altro giorno" lo vede senza capelli e decisamente più maturo, con testi e sonorità complesse, che non sposano più la canzonetta, ma che restano dentro, nel tempo...
Enrico RuggeriC'é ancora tempo per un nuovo album di cover, o meglio di canzoni di Enrico cantate da altri e nuovamente ricantate dal nostro, in "L'isola dei tesori", prima di cominciare ad intravedere il Ruggeri attuale nell'"Uomo che vola" e quindi con il secondo live "La vie en rouge" (anche se qualcosa dal vivo c'era nella raccolta "La giostra della memoria" del 1993).
"Gli occhi del musicista" è il suo ultimo lavoro, che riprende e allarga quanto si poteva intuire nell'album precedente: sonorità di chiara origine balcanica, canzoni d'amore ("Morirò d'amore", "A un passo dalle nuvole") ma anche ciniche ("Turnover") o divertenti ("Il matrimonio di Maria"). Un album suonato con tanti strumenti "nuovi" ed acustici, dove l'elettronica latita ma le emozioni restano.
Per chi ha seguito il tour di "La vie en Rouge" sarà interessante scoprire le variazioni su canzoni ormai storiche; chi conosce il Ruggeri classico, invece, potrà scoprire come certe canzoni, smesso il solito vestito, riescono ad affascinare ancora, anche vent'anni dopo la prima scrittura.
Se volete saperne di più, il sito ufficiale è a vostra disposizione.
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