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E' scomparso Pino Daniele: la sua ultima esibizione, a Capodanno, in diretta tv da Courmayeur

  • Scritto da Angelo Musumarra

Pino Daniele (foto di Roberto Panucci)«Facciamo gli auguri a tutti, che questo sia un anno sereno, speriamo che non ci siano più scarrafoni». Così, in diretta su "Rai1", lo scorso 1° gennaio, da Courmayeur, durante "L'anno che verrà"Pino Daniele salutava il pubblico del "Forum sport center", in quella che, fatalmente, diventerà la sua ultima esibizione dal vivo, dove aveva cantato, prima alle ore 21.30 e poi ventisette minuti dopo la mezzanotte, cinque dei suoi più grandi successi ("Quando", "Dubbi non ho" e poi "Io per lei", "Yes I know my way" e "'O scarrafone"), presentati «con un filo di imbarazzo, sperando di essere all'altezza» dal conduttore Flavio Insinna.

Pino Daniele se n'è andato alle due del mattino di lunedì 5 gennaio: un infarto lo ha colpito nella sua casa di Magliano in Toscana, nella Maremma, ed è stata inutile la corsa a Roma, all'ospedale "Sant'Eugenio", dove era in cura da anni, dopo che all'inizio degli anni '90 erano emerse le prime problematiche cardiache, che lo avevano costretto ad operarsi per l'inserimento di alcuni "bypass", dovute ad una malattia congenita. Pino Daniele aveva accusato un malore in serata e, come ha specificato la famiglia, aveva espresso "decisa volontà" di essere portato a Roma all'ospedale "Sant'Eugenio" per essere soccorso dall'equipe di medici da cui era in cura da anni e quindi di sua fiducia.   
Pino Daniele, che negli anni passati aveva diradato concerti ed apparizioni pubbliche, era recentemente tornato alla piena attività con la band originale di "Nero a metà", l'album del 1980, il terzo della sua carriera, con il quale si affermò a livello nazionale e che contiene classici come "I say i' sto ccà", "Quanno chiove", "A me me piace 'o blues" e con la quale, nel 2008, aveva inciso il triplo album "Ricomincio da 30", in occasione dei suoi trent'anni di carriera, iniziati nel 1977, con il primo disco, "Terra mia" dove c'era la fortunata "'Na tazzulella 'è cafè". L'evoluzione musicale di Pino Daniele, che ha saputo fondere la sua "napoletanità" con le contaminazioni blues e soul che arrivavano dall'America e dall'Africa, grazie anche alle centinaia di collaborazioni che ha realizzato, ha creato uno stile ed un sound innovativo ma radicato nella tradizione musicale italiana.
Dopo sette date a dicembre, dall'Arena di Verona fino al "Forum" di Assago, passano per Conegliano, Bari, Roma, ed il doppio concerto a Napoli, aveva già fissato due concerti, ad ottobre, in Germania.
Il primo a dare la notizia della prematura scomparsa di Pino Daniele, che avrebbe compiuto sessant'anni il prossimo 19 marzo, è stato Eros Ramazzotti, che su "Twitter" ha postato un link di una foto del collega con il quale, nel 1994, insieme a Jovanotti, aveva realizzato un originale tour in cui le evidenti differenze dei tre stili si armonizzavano elegantemente: «anche Pino ci ha lasciato - ha scritto il cantautore romano - grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perchè eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo...».
Dopo la conferma della terribile notizia, ad opera del figlio Alessandro, che svolgeva anche il ruolo di "tour manager" del padre, è arrivato il cordoglio di praticamente tutto il mondo musicale ed artistico italiano: «ciao Pino - ha scritto Jovanotti su "Twitter" - ciao uomo fatto di musica, amico generoso e artista grandissimo. Grazie di essere passato di qua a portare tutta questa bellezza» mentre Laura Pausini, su "Facebook", ha postato una foto di lei con Pino Daniele: «alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio - ha aggiunto - a noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino Daniele. Con la tua arte unica. E questa foto, con la mia testa sulla tua spalla per dirti "grazie". Per avermi permesso di conoscerti da vicino. Per cantare con te e per te».
«Attraversare la vita e gli anni delle persone così. Con leggerezza e in profondità. Grazie Pino»
ha scritto Davide "Boosta" Dileo dei "SubsOnicA", così come il chitarrista della band torinese, Max Casacci, ha ricordato «quando ho conosciuto Pino Daniele, gli ho parlato di amici comuni ho sorriso ai suoi complimenti per come stavano andando bene i Subs dal vivo "eh vi invidio vi invidio", ma non ho minimamente accennato alle giornate passate a sedici anni ad ascoltare "Nero a metà", a imparare le sue progressioni armoniche, a ammirare il suo clan di musicisti, a mesi e mesi della mia tardo adolescenza che identifico con quella musica (insieme ai "Weather Report" e a pochi altri). Perché noi musicisti non sappiamo esattamente capire quanto noi ascoltatori intendiamo con "importante". E quindi ho evitato. La musica è di chi ascolta. E la sua in quegli anni l'ho ascoltata in un modo che non si può spiegare».
Fiorella Mannoia, che nell'estate del 2002 aveva partecipato con lui al progetto "In tour", una serie di concerti insieme anche a Francesco De Gregori e Ron ha evidenziato «un dolore immenso, sono attonita, non trovo altre parole» così come Frankie Hi NRG mc, ricordando proprio l'album "Nero a metà", ha commentato: «se è morto Pino Daniele, adesso il nero è totale» con i compaesani "99 Posse" che hanno citato il bluesman partenopeo salutandolo con «Ciao Pino, Napule sarrà semp 'e mille culure!» e Gigi D'Alessio che ha semplicemente scritto «Core 'ngrato».
«Che dolore Pino, a saperti andar via
- ha poi scritto Giorgia, alla quale, nel 1997, aveva prodotto il suo terzo album, "Mangio troppa cioccolata" - sei e resterai un pezzo della nostra storia, musica e cultura. Musicista, artista immenso, vero, generoso, dalla rara umanità, sempre in cerca di bellezza con le note sincere e profonde e con l'anima, grazie per quanto hai dato, per quello che mi hai insegnato. Ai tuoi amati figli i pensieri, il coraggio. Che dolore amico mio, le parole non bastano». Anche Enrico Ruggeri ha affidato a "Facebook" il suo rimpianto: «ti incontri una ventina di volte in trent'anni (la prima fu alla fine degli anni '70, mi fece sentire i suoi nuovi pezzi). Vite parallele all'interno del carrozzone della musica. Quando ti vedi si parla come vecchi amici, perché vivi vite simili e hai problemi simili. "Vieni a trovarmi", "Prima o poi dobbiamo fare qualcosa assieme". Poi arriva la notizia e ti rendi conto che tutto fugge via troppo in fretta. E rimane quel senso di incompiuto amplificato dal dolore».
«E' una notizia bruttissima per tutta la musica italiana
- ha commentato Francesco De Gregori - il lavoro di Pino ci mancherà molto, ma le sue canzoni continueranno ad accompagnarci giorno per giorno. Io lo ricorderò sempre come un amico mai frequentato abbastanza, come un artista geniale e rigoroso, come un uomo sempre generoso e innamorato degli altri, della musica e della vita» mentre Ron ha ricordato «la sua manona che cercava il mio braccio per salire sul palco a suonare e cantare con Fiorella e Francesco, momenti di luce! Vola Pino vola!».
Un pensiero è arrivato anche dall'Ambasciata degli Stati Uniti che ha scritto, sempre su "Twitter", «ricordiamo Pino Daniele, con il suo blues ha contribuito ad avvicinare Italia e America» così come da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «ho appreso con dolorosa sorpresa la notizia della scomparsa di Pino Daniele - ha scritto, alla famiglia, il capo dello Stato - cantautore che ha saputo dare un originale contributo alla tradizione musicale della sua città. Ai figli e alle persone che gli hanno voluto bene e al mondo della musica, esprimo le mie più sincere condoglianze». Infine, anche il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, su "Facebook", ha ricordato il cantautore: «ho ancora nelle orecchie la sua musica a Capodanno. Una voce incredibile, quella non solo di Napoli e del Sud, ma di tutta l'Italia, una chitarra preziosa, una sensibilità rara che, con passione e malinconia, continuerà a raccontare in tutto il mondo il nostro Paese».
L'ultima traccia su Internet di Pino Daniele, alle 17.38 del 1° gennaio, è stata una foto in bianco e nero postata su "Facebook" sempre dalla Valle d'Aosta, dall'autostrada "A5", scattata all'altezza di Fénis: «back home... in viaggio per casa», aveva scritto.
Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha disposto il lutto cittadino il giorno dei funerali, che si sono tenuti, in forma pubblica, alle ore 12 di mercoledì 7 gennaio, al santuario del Divino Amore a Roma a cui è seguita, alle ore 19, a Napoli, una seconda funzione, nella Basilica Reale San Francesco Da Paola, in piazza del Plebiscito: "questa seconda funzione è stata voluta dalla famiglia - comunicano dallo staff di Pino Daniele - per dare modo alla cittadinanza, dato il calore dimostrato in queste ore, di dare un ultimo saluto all'artista". Lo staff precisa anche che "in entrambi i luoghi di culto non sarà possibile, per i media come per il pubblico, accedere con macchine fotografiche o telecamere" e "chiede la gentilezza, al pubblico, di non riprendere immagini o realizzare video con telefoni cellulari o qualunque altro apparecchio elettronico".
Le ceneri, dato che Pino Daniele, nel suo testamento esprime "la precisa volontà di essere cremato", saranno poi portate nel cimitero di Talamone, nel comune di Orbetello, in provincia di Grosseto, tra il parco della Maremma e l'Argentario, zona dove Pino Daniele passava lunghi periodi dell'anno.

L'ultima esibizione di Pino Daniele, nel Capodanno 2015, a "L'anno che verrà":

 

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