A+ A A-

A Sarre (AO) il Festival della Marmotta, per i musici ambulanti della Valle d'Aosta che fu

  • Scritto da Il Trillo
La MarmottaSi racconta che, in un momento di particolare difficoltà economica, ci siano stati valdostani che lasciavano il Ducato di Savoia alla volta della Francia e, quando si poteva, di Parigi. Con sé avevano un strumento musicale, in genere la ghironda, ed erano accompagnati da un simpatico animaletto: non la scimmietta, che compare anche nel celebre cartone animato "Dolce Remi", ma la più tradizionale marmotta. La richiesta era "Eun sou pe lo pan, eun sou pe la marmotta", un soldo per il pane, un soldo per la marmotta. Ora il periodo torna a non essere roseo, ma, secondo l'Associazione Bagaudae (société de contrabenda), ​composta da Cesare Marguerettaz, Andrea Rolando e Fabiola Macripò, "​anche la marmotta ha bisogno di aggiornarsi, anzi di aggiornare il repertorio​". "Abbiamo raccontato molte volte questa storia - racconta Marguerettaz - Con i Laripionpion abbiamo portato la marmotta nei concerti e nei nostri interventi nelle scuole. Adesso è ora di offrirle nuove strade da percorrere".
Al primo appello, per il concerto di venerdì 28 aprile alle 20,30 nella bibioteca di Sarre, hanno risposto in molti, che canteranno, suoneranno, racconteranno fiabe o declameranno poesie.  ​I Laripionpion riscoprono e adattano un lied di Beethoven​ intitolato "La marmotta"​, a loro si affiancano Evelyne Parouty, Denise Chaissan, Barbara Tutino, Rouja Meynet,​ Patrizia Berard, alcune musiciste di Ivrea Chiara, Titti e Fabrizia, l'Anonima Patoisanta​ ​e per la prima volta i "322" (che pronunciato all'inglese ricorda, in patois, i tre porcellini) e ​I Musicanti di Rêma​. A fine serata, ​i "devoti alla causa della Marmotta", in francoprovenzale e in francese, eseguiranno tutti assieme il "Marmott'Inno", composto per l'occasione. Anche il nome dell'associazione ha un risvolto significativo e storico: "I Bagaudi - spiega Rolando - sono stati scoperti da Cesare, nei libri di storia non se ne parla. Erano bande di soldati disertori e di contadini disperati che, durante l'impero romano nel terzo-quarto secolo, hanno creato sacche di zone franche, autonome, e si comportavano spesso da briganti, fino ad essere fermati da Attila".

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".