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Il virtuosismo solare di Lilya Zilberstein

  • Scritto da Il Trillo

mercoledì 11 febbraio 2004, ore 20.30
Auditorium Niccolò Paganini
Stagione Concertistica 2003/2004 del Teatro Regio
PARMA

LILYA ZILBERSTEIN
pianoforte

Programma:
Ludwig van Beethoven: Sonata n. 2 in la maggiore op. 2 n. 2
Ludwig van Beethoven: Sonata n. 23 in fa minore op. 57 Appassionata
Sergej Rachmaninov: 13 preludi op. 32

Con il sostegno di Cariparma & Piacenza

Lilya ZilbersteinBeethoven e Rachmaninov per l’undicesimo appuntamento della stagione concertistica del Teatro Regio Con un appuntamento dedicato nuovamente alla grande scuola pianistica russa, prosegue all’Auditorium Paganini il cartellone concertistico 2003/2004 del Teatro Regio di Parma.
Un nome già ampiamente conosciuto nei grandi circuiti internazionali e che approda sul palco del "Paganini" munita già di una "patente" concertistica di tutto rispetto: nata a Mosca nel 1965, Lilya Zilberstein inizia a studiare pianoforte a soli cinque anni, proseguendo gli studi presso il noto Istituto musicale Gnesin concludendo gli studi sotto la guida di Alexander Satz. Da allora è celebrata da una lunga serie di riconoscimenti nazionali ed internazionali, fra cui va ricordato il prestigiosissimo "Ferruccio Busoni" di Bolzano. In Italia debutta per la prima volta nel 1988 prima al Maggio Musicale Fiorentino e poi al Festival di Bergamo e Brescia.

Profetico l’articolo della rivista The Gramophone ("non abbiamo dubbi che Lilya Zilberstein avrà molto da farci ascoltare") a seguire importanti presenze negli Stati Uniti (First New York International Festival of the Arts), Germania (Dresden Staatskapelle), Giappone, Francia, Austria e Inghilterra (debuttando con la London Symphony Orchestra).
Non vanno peraltro dimenticate tappe miliari nella carriera di Lilya Zulberstein, quali il Concertgebouw di Amsterdam e i concerti assieme alla Chicago Symphony diretta da James Levine e i Berlilner Philhatmonic con Claudio Abbado.
Nel 1998 è ancora il Premio Internazionale "Accademia Musicale Chigiana" a cui fa eco nel 1999 il debutto al Teatro alla Scala con l’Orchestra Filarmonica sotto la direzione di Semyon Bychkov: non di rado Lilya Zilberstein propone programmi cameristici, spesso in duo con Martha Argerich.
Il programma offerto al pubblico del Paganini prevede brani di grande fascino: assieme ai Tredici Preludi op. 32 di Sergej Rachmaninov, le beethoveniane Sonata n. 2 in la maggiore e la Sonata in fa minore n. 23 "Appassionata" che apriranno il concerto disegnando un percorso dal Beethoven giovanile dell’op. 2 sino all’evoluzione matura della "Appassionata". Opere incorniciate sul versante di quel particolarissimo stile pianistico che delinea le letture della Zilberstein, un assodato vigore sonoro, un virtuosismo decantanto alla luce di curate dinamiche ed espressività.
Qualità che saranno vieppiù evidenziate attraverso la ricca tavolozza dei Preludi di Rachmaninov, vere e proprie miniature sonore attese nel novero di atmosfere e sensazioni di cui il "solare" timbro della Zilberstein (come sovente viene evocato dalla critica) sarà cartina tornasole.
Paolo Maier

@il_trillo

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