A+ A A-

Musica delle stelle per laVerdi: prima nazionale per Sofia Gubaidulina

  • Scritto da Il Trillo

La compositrice Sofia Gubaidulina

Per l’ultimo concerto del mese di marzo torna sul podio de laVerdi il Maestro inglese Wayne Marshall con un concerto speciale, soprattutto per la presenza di un brano da noi poco eseguito di una compositrice ancora vivente, Sofia Agatova Gubaidulina.

Classe 1931, russa, Sofia Gubaidulina si è imposta da decenni sulle scene internazionali per il particolarissimo tipo di scrittura e per la forte personalità che l’ha sempre contraddistinta. Cresciuta durante il regime sovietico, la compositrice si è dovuta sempre districare tra le possibilità limitate al formalismo offerto dal regime e il desiderio di libertà creativa e di avanguardia che l’ha sempre ispirata.
Gubaidulina ha vissuto il fare musica come una propria possibilità di evasione dai rigidi schemi del regime, di una intima ricerca di una spiritualità superiore, che si riflette in tutte le sue composizioni. Inoltre, ha sempre tratto grande profitto dall’utilizzo di alcuni strumenti tradizionali russi, come il bayan (strumento affine alla fisarmonica), misti alle ultime tendenze in campo elettronico.
Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra, in prima esecuzione nazionale, è il brano di Gubaidulina composto nel 2003. Si tratta di variazioni su sei esacordi per bayan e grande orchestra, con il fisarmonicista Davide Vendramin. Il titolo del brano fa riferimento al fatto che il primo dedicatario del concerto è il bayanista Friedrich Lips, nato sotto il segno zodiacale dello scorpione, stesso segno della Gubaidulina.
Proprio ai pianeti è dedicato il secondo brano del concerto, The Planets di Gustav Holst. Si tratta di una suite orchestrale in sette movimenti, ognuno dei quali rappresenta uno dei pianeti del sistema solare (manca Plutone, all’epoca non ancora conosciuto). Circostanza abbastanza insolita nella storia della musica, Holst deve la propria notorietà al di fuori dell’Inghilterra solo a The Planets.
Nell’ultimo numero, “Nettuno”, si esibiranno le voci femminili del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretto da Erina Gambarini.
Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra di Sofia Agatova Gubaidulina è stato commissionato dalla Rotterdam Philharmonic Orchestra e dalla Swedish Radio Symphony Orchestra ed eseguito in prima assoluta  il 10 ottobre 2003 a Stoccolma, con il solista Friedrich Lips al bayan. Lei stessa ha descritto le sue variazioni su sei esacordi per bayan e grande orchestra con queste parole: “Questi sono strumenti che permettono un passaggio da una dimensione sonico/spaziale a un’altra senza cambiare la posizione delle dita sulla corda o sulla tastiera. Tutti gli strumenti come questi esercitano un particolare fascino su di me. … Con il bayan, anche, c’è la possibilità di cambiare da una dimensione sonico/spaziale a un’altra”.

Sofia Gubaidulina
è nata a Chitopol, in Russia, nel 1931. Di etnia tatara, sin dalla giovinezza aspirò a diventare compositrice; ha studiato pianoforte e composizione al Kazan Conservatorio, diplomandosi nel 1954. Si è perfezionata, poi, al conservatorio di Mosca sotto la guida di Nikolay Peyko fino al 1959 e poi con Shebalin fino al 1963. La sua musica fu inizialmente ritenuta incomprensibile dal regime sovietico, proprio perchè di natura sperimentale. Tuttavia fu sostenuta da Shostakovich, che nell’esame conclusivo la esortò a continuare per il suo “sentiero sbagliato”.

Gustav Holst
impiegò due anni per la scrittura completa di The Planets, suite per grande orchestra op. 32. Erano gli inizi della prima guerra mondiale e nonostante il compositore fosse esente dagli obblighi militari a causa delle cagionevoli condizioni di salute, si dedicava alla composizione solo nel fine settimana, quando non era preso dal suo lavoro di insegnante. Holst non era presente alla prima (incompleta) diretta da Adrian Boult il 29 settembre 1918, due anni dopo la stesura definitiva, e nonostante questa sia tutt’ora considerata un’opera di notevole impatto espressivo, Holst non la reputò uno tra i suoi migliori lavori. L’opera è divisa in sette tempi, ognuno associato ad un pianeta del sistema solare ed accompagnato da una didascalia che ne rispecchia carattere e colore.

Programma:
Sofia Agatova Gubaidulina:Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra (prima esecuzione nazionale)
Gustav Holst: The Planets, suite per grande orchestra e coro femminile op. 32


24 marzo 2011 ore 20.30
25 marzo 2011 ore 20
27 marzo 2011 ore 16
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Largo Gustav Mahler
MILANO

Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Fisarmonica Davide Vendramin
Direttore Wayne Marshall

Biglietti: da 13 a 31 euro
Informazioni: tel. 02.83389.401/2/3


@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".