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Si apre la diciannovesima Stagione de laVerdi, la terza di Zhang Xian come direttore musicale

  • Scritto da Il Trillo

Zhang Xian (foto Nora Rotberg) La Stagione non avrebbe potuto aprirsi in modo più scintillante: sul palco l’attesissima Zhang Xian insieme ad un fuoriclasse come il pianista tedesco Lars Vogt.
Vogt si è rapidamente affermato come uno dei maggiori pianisti della sua generazione, vincendo il secondo premio nel 1990 al “Leeds International Piano Competition” e da allora ha intrapreso una brillante carriera concertistica in tutto il mondo.

Il programma si apre con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore di Beethoven, certamente il più conosciuto dei suoi cinque Concerti per pianoforte e orchestra, che occupa un posto di assoluta preminenza nel dominio dell’intera letteratura ottocentesca. Si tratta dell’ultimo concerto scritto dall’autore per strumento solista e orchestra (1809) in cui il compositore è in una fase creativa sempre più sperimentale.
Segue la Sinfonia fantastica di Berlioz, “dramma strumentale” in cinque episodi scritto nel 1830 a soli 27 anni. Il brano è celebre soprattutto per essere stato uno dei primi esempi di musica dichiaratamente a programma, cioè con un rimando extramusicale ben preciso a cui la scrittura si ispira.


Il programma:
Il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 73 venne composto da Ludwig van Beethoven nel 1809 e dedicato all’arciduca Rodolfo. Fu eseguito la prima volta in pubblico nel 1812, solista l’allievo prediletto Karl Czerny. Molto presto il Concerto fu soprannominato Imperatore, probabilmente ad opera del pianista ed editore J.B. Cramer. Il Concerto n. 5, l’ultimo dei cinque Concerti per pianoforte, è certamente il più conosciuto tra tutti e sviluppa le novità formali e stilistiche del Concerto n. 4: dilatazione della forma, pluralità dei temi, imprevedibilità armonica degli sviluppi. La scrittura è apertamente virtuosistica e obbliga il solista ad una serie ininterrotta di acrobazie.
Berlioz scrisse la Sinfonia fantastica nel 1830, in un momento di accensione emotiva dovuta tra l’altro alla passione per l’attrice irlandese Harriet Smitherson. Si tratta di un “dramma strumentale” in cinque episodi (Rêveries et passions; Un bal, Scène aux champs, Marche au supplice e Songe d’une nuit de sabbat) che vide la luce il 5 dicembre 1830 nella sala del Conservatorio di Parigi per la direzione di François Habeneck. La partitura, che unisce autobiografismo, gusto dell’eccesso, libertà formale e virtuosismo strumentale con indubbia forza visionaria, divenne un punto di riferimento irrinunciabile per il romanticismo musicale e suscitò in particolare l’ammirazione di Schumann.


14 settembre 2011, ore 20.30
Teatro Grande
BRESCIA

15 settembre 2011, ore 20.30
16 settembre 2011, ore 20.00
18 settembre 2011, ore 16.00
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Largo Gustav Mahler
MILANO

Biglietti: da 13 a 40 euro
Informazioni: tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00)




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