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John Axelrod dirige laVerdi nella Messa da requiem di Verdi

  • Scritto da Il Trillo

La Messa da requiem di Giuseppe Verdi: il grande classico, diventato nel tempo un vero e proprio must dell’Orchestra Sinfonica e del Coro Sinfonico di Milano intitolati al grande compositore, torna all’Auditorium di largo Mahler come speciale tributo al genio di Busseto, nel bicentenario della nascita.
Per questa speciale occasione, torna sul podio dell’Auditorium il texano John Axelrod, direttore principale de laVerdi, alla sua terza conduzione in stagione. Con l’Orchestra, sul palco di largo Mahler, il Coro Sinfonico, diretto da Erina Gambarini.
Un vero e proprio must de laVerdi, dicevamo. La Messa da Requiem, infatti, è stata eseguita dall’Orchestra Verdi, in Italia e all’estero, oltre 30 volte – tra cui a Vienna, Francoforte, Tokyo, St. Moritz, Budapest, Baku (Azerbaijan) - a cominciare dall’ormai lontana stagione 1996-97 con la Corale di Parma a Brescia e la direzione di Alun Francis; e ancora con il maestro Riccardo Chailly e con il maestro del Coro Romano Gandolfi, poi Ruben Jais, Eugene Kohn, Wayne Marshall, Zhang Xian, direttore musicale de laVerdi, infine Aldo Ceccato la scorsa stagione sinfonica, sempre con Erina Gambarini alla guida del coro.
Il Requiem. La morte di Alessandro Manzoni, il 22 maggio 1873, lasciò un segno nell’anima di Giuseppe Verdi, che decise di comporre “qualcosa che possa onorare la sua memoria”. Nasceva così la sua Messa da Requiem, eseguita per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Chiesa di San Marco a Milano, sotto la direzione dello stesso compositore. Molti direttori d’orchestra odierni eseguono la Messa da Requiem come se fosse una sinfonia: dall’inizio alla fine, senza interruzioni per applausi o intervalli. E’ possibile che questa prassi sia influenzata dalla percezione del lavoro o come “musica da chiesa” o come una successone “organica” di movimenti, analoga dunque a una sinfonia. Ma, per quanto questa sia una prassi artistica legittima, non è quella di Verdi. Dopo la prima infatti, egli suddivise in due sezioni la Messa da Requiem, inserendo un intervallo dopo il Dies Irae. Non solo gli applausi venivano tollerati, ma in risposta ad essi Verdi bissava dei brani. Normalmente veniva ripetuto l’Agnus Dei; altri brani o sezioni di brani spesso bissati erano l’Offertorio e il Recordare dal Dies irae.
Alcune esecuzioni contemporanee fecero inoltre uso di attrezzi o di apparati scenici. Nel concerto di beneficenza diretto da Verdi alla Scala nel 1879, ad esempio, c‘era un fondale che “rappresentava una sala di bizzarra architettura. In alto un piccolo ritratto (di Manzoni, ndr)”. Un fondale di scena disegnato da Bertoia, raffigurante una chiesa in stile gotico, adornava invece il Teatro Malibran durante un’esecuzione diretta da Franco Faccio.
«Questa è una delle opere più complete di Verdi - commenta il mezzosoprano madrileno Maria José Montiel - e ogni volta che la canto scopro nuovi dettagli, nuovi colori. Inoltre cantare Verdi nell’anno del bicentenario della sua nascita, e nell’ambito delle celebrazioni organizzate dalla città di Milano, lo renderà ancora più speciale ed emozionante». Montiel ha interpretato il Requiem verdiano innumerevoli volte, diretta da bacchette importanti come quella di Riccardo Chailly. Dopo l’impegno milanese, Montiel viaggerà all’Opéra National di Parigi per La Gioconda e al Teatro de La Maestranza di Siviglia per Rigoletto.

Auditorium di Milano
MILANO

Giuseppe Verdi: Messa da Requiem

Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Soprano Viktoria Yastrebova
Mezzosoprano Maria José Montiel
Tenore Khachatur Badalyan
Basso Mirco Palazzi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore John Axelrod



7 marzo 2013, ore 18.30
Conferenza: Verdi e Manzoni
Relatori Don Gianantonio Borgonovo e Laura Nicora
Ingresso libero

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