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Cenerentola in balletto: Prokofiev secondo il Bolshoi

  • Scritto da Il Trillo
27 dicembre 2007, ore 21
Saison Culturelle
Palais
SAINT-VINCENT (AOSTA)

La scarpina di cristallo

Quale sia il suo nome non si sa, almeno nella tradizione giunta fino a noi: fatto sta che, cinese, egizia o russa, "Cenerentola" è tanto bella quanto sfortunata, perché rimane orfana e la matrigna la costringe a sporcarsi facendo i lavori di casa più umili e insudicianti. Prima di Charles Perrault, che ha ispirato il balletto di Prokofiev messo in scena al Palais Saint-Vincent giovedì 27 per la Saison dal The Russian State Ballet of Siberia, la ragazza delicata e minuta ha ispirato i racconti più antichi. Il greco Erodoto, nel V secolo avanti Cristo, riporta la storia della schiava "Rodopi", dalle guance rosa, che sposò il faraone: perfetta nella danza, la bella possedeva pantofole in oro rosso. Sono ancora i piedini, minuscoli e perfetti, la caratteristica della cinese Ye Xian di cui, nel IX secolo, si raccontava del sandalo d'oro perduto e ritrovato. Pantofole, vasi, risate che producono perle e mamme o madrine fatate popolano così vicende raccontate in tutta Europa e nel Mediterraneo attorno al grande sogno di ogni bimba: scambiare il proprio destino ingrato con un futuro principesco. Il miracolo, la magia, passano attraverso elementi naturali e la scarpetta fatata, consacrata da Charles Perrault nel 1697 nella raccolta "I racconti di mia madre l'Oca". E' difficile, però, immaginare delicate ballerine cimentarsi con una rigida scarpetta di cristallo. Anche qui, la fonte può essere un fraintendimento: Perrault si basa infatti sul racconto narrato dalle cinque vecchie sciancate dello "Cunto de li cunti" dell'italiano Giambattista Basile.che riporta in napoletano la storia della povera Zezolla, cioè Letizia. La scarpina di pellame pregiato da re, addirittura in ermellino, in francese "vaire", diventa "verre" (vetro), il cristallo altrettanto prezioso e ancor più raro. La favole non vanno tanto per il sottile, aggiungono elementi che colpiscono la fantasia, soprattutto quella di chi perle e fili d'oro non sa cosa siano: l'importante è che alla fine la piccola trascurata esprima tutta la propria bellezza e sia felice con il principe.
Sergej Prokofiev dedica a questo personaggio, attingendo da Perrault, il balletto "Cenerentola", che viene portato in scena per la prima volta il 21 novembre 1945 al Teatro Bolshoi di Mosca. Negli anni '20 era stato in Europa e negli Stati Uniti, ma era poi rientrato in Russia per partecipare al rinnovamento culturale e sociale. Qui si scontra con la miopia dell'apparato burocratico di Stalin e modera la sua posizione d'avanguardia, acquisita nel dialogo con personalità come Diaghilev, Stravinskij. Le limitazioni non scalfiscono la sua prodigiosa tecnica compositiva, né riescono ad attutire la sua vena ironica e a volte grottesca, tutti elementi che lo confermano uno dei più grandi musicisti del Novecento. Prokofiev scrive la sua "Cenerentola" percorrendo la tradizione russa: «Intendo comporre un balletto con variazioni, adagi, pas de deux etc. - scrive - Cenerentola non la vedo soltanto come personaggio fiabesco, è anche una persona reale, di sentimenti profondi, in carne e ossa, che vive in mezzo a noi. L'essenziale che voglio esprimere con la musica è il poetico amore tra Cenerentola e il principe. Ho cercato di far sì che lo spettatore non rimanga indifferente alla sventura e alla gioia».

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 11 euro

giovedì 27 dicembre 2007
Palais-Saint-Vincent
ore 21



Cenerentola

Balletto in due atti ispirato
al racconto
di Charles Perrault


The Russian State Ballet
of Siberia
musiche
Sergei Prokofiev
coreografia
Sergei Bobrov
libretto
Nikolai Volkov
revisione
Sergei Bobrov
scene
Dmitry Tcherbadzhi
costumi
Valery Kungurov

solisti
Natalia Khakimova
Anna Ol
Tatiana Suleimanova Svetlana Dodonova
Maria Kuomova
Anastasia Tchumakova
Andrey Buldakov
Arkady Zinov
Nikolai Oliunine
Alexander Kuimov
Alexander Butrimovich

@il_trillo

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