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[i] La Carmen raccontata da Rossella Brescia e riscritta da Luciano Cannito

  • Scritto da Elena Meynet
Il carattere è quello della sigaraia di Bizet, la musica in gran parte ripropone il balletto tratto dalla celebre opera lirica, ma la "Carmen" interpretata da Rossella Brescia assume caratteri più che moderni. Luciano Cannito, coreografo e direttore del corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, sembra aver riscritto la storia per questa compagna di vita e di lavoro determinata e passionale. I protagonisti della storia d'amore e morte, in scena venerdì 30 luglio per Musicastelle sul palco allestito nella piazza d'armi del Forte di Bard, sono Rossella Brescia e il ballerino cubano José Perez, in una produzione del giovane talento Daniele Cipriani. La Brescia smette i panni di conduttrice radiofonica per Rtl e di "domatrice" di comici in "Colorado Café" per tornare ad essere la ballerina a tutto tondo che incanta il pubblico. «In realtà ogni tanto mi faccio paura da sola - racconta - perché in realtà in televisione io faccio un programma soprattutto comico, in cui tante volte devo essere la spalla dei comici. Invece qui in Carmen è uno spettacolo, un personaggio completamente da interpretare, da vivere e quindi forse non sono neanche più io. Sono completamente presa da questa donna forte ma debole nello stesso tempo, questa donna che ha un forte spirito di libertà e quindi cerca, pur sapendo che va incontro alla morte, di far valere le proprie idee, la sua idea di una vita di coppia che ha sempre bramato e che poi alla fine si ritrova a non ottenere. Quindi veramente Rossella Brescia in televisione e Rossella Brescia in teatro sono completamente diverse». La vicenda è ambientata da Cannito nell'isola di Lampedusa e la protagonista è una profuga che, scesa dalla barca dello scafista Escamillo, fugge e poi si innamora del carabiniere Don Josè, sulle musiche di Georges Bizet e di Marco Schiavoni: «E' bella questa trasposizione di una Carmen ai nostri giorni - continua Rossella Brescia -, è come dire che quelle storie intense e piene di passionalità, piene di verità, alla fine si ritrovano veramente sempre. Purtroppo ancora oggi si sentono storie di profughi che approdano sulle nostre terre e vivono spesso un finale tragico. Penso che sia anche una storia moderna: tante donne si sono ritrovate in Carmen, per esempio a dover subire una quotidianità con un marito o un compagno che sfociava nell'abitudine, nella consuetudine e quindi non accesa da quella passione e da quel sentimento forte e vivo dell'amore. E' una specie di Beautiful, perché alla fine c'è di tutto: il lato politico, che alla fine è importante, ti porta a capire la tua condizione di umano nella realtà, e è anche un forte sentimento, sentimenti che sono all'ordine del giorno, che ritroviamo nella quotidianità di tante coppie e tante famiglie».
La passione lega la Brescia e Cannito e si sdoppia nella parte privata, che presto li condurrà a nozze, e in quella professionale: due mondi paralleli che non si mescolano e non si mettono l'un l'altro a rischio, anzi i due lavorano contemporaneamente anche su "Cassandra", altro balletto stavolta in chiave mitologica che fin dalla prima del 25 luglio ha iniziato a mietere consensi. "Carmen", il coraggio e l'amore, è già stato premiato per la coreografia (Premio Bucchi), per la colonna sonora (Premio Danza&danza) e come miglior spettacolo dell'anno (Premio Ginestra), oltre ad essere lo spettacolo di danza più visto della stagione 2009-10. «Io sono molto Carmen - aggiunge Rossella Brescia - perché non mi arrendo facilmente. Penso che uno debba viverefino in fondo: la vita è talmente fugace, talmente preziosa che va colta nella sua completezza, quindi non ci si può accontentare tanto. E' anche vero che inseguire sogni impossibili tante volte ti fa fare una brutta fine, però forse hai creduto in qualcosa, forse è meglio così: altrimenti potresti vivere una vita da depressa. Invece Carmen preferisce far accettare questa sua carica passionale, la porta proprio fino all'esasperazione e a costo della sua stessa vita. A lei non importa: l'importante è aver vissuto come voleva».

@il_trillo

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