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'Elisabetta' di Rossini

  • Scritto da Rosa Boccuni

7, 10,13, 15, 17, e 19 maggio 2005, ore 21
Teatro Comunale
BOLOGNA


Renato PalumboElisabetta, regina d'Inghilterra
dramma in due atti di Giovanni Schmidt
musica di Gioacchino Rossini

Elisabetta, regina d'Inghilterra, dramma in due atti di Giovanni Schmidt, che Rossini musicò nel 1815, viene presentata nell'edizione critica curata dalla Fondazione Rossini. Renato Palumbo dirigerà l'Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna. La regia è affidata a Daniele Abbado, regista in grande ascesa, già noto a Bologna per la regia del Flauto magico mozartiano nel 2003. Scene e costumi sono di Giovanni Carluccio, le luci di Guido Levi. Nel cast Sonia Ganassi, nel ruolo del titolo, è affiancata da Mariola Cantarero, Mario Zeffiri, Bruce Sledge, Manuela Custer e Gianluca Pasolini. Lo spettacolo è in collaborazione con il Rossini Opera Festival di Pesaro.

Elisabetta occupa un posto particolare nella produzione rossiniana. Per molti studiosi l'opera,la cui partitura deriva con pochi aggiustamenti da lavori precedenti, apre la stagione napoletana di Rossini con una svolta che accentua una latente vocazione drammatica. Pur avendo le proprietà del centone o pastiche, appellativi che designavano opere costituite da brani e arie prese da altre composizioni, Elisabetta, per il grande successo di pubblico che ha riscosso fin dalle origini, è stata sempre considerata un'opera a se stante.
In un'Inghilterra vittoriosa sulla Scozia il generale Leicester è combattuto tra l'amore della Regina Elisabetta e la fedeltà alla sua sposa morganatica, Matilde, figlia della decapitata regina scozzese Maria Stuarda e per questo bandita dal suolo inglese. Le malevole insinuazioni dell'invidioso Norfolk inducono Elisabetta a condannare a morte il suo amato, ma la lealtà verso il trono di quest'ultimo e lo smascheramento delle macchinazioni di Norfolk riportano la serenità nel regno. Leicester viene liberato ed Elisabetta, acclamata da tutti, decide di rinunciare agli amori terreni per dedicarsi al bene del suo popolo. "L'idea - dice il regista - è quella di esaltare i segni del potere e della regalità, e l'isolamento in cui si trova ad operare la protagonista. Che poi è un tema universale. L'impianto è una grande griglia sulla quale si muovono i vari personaggi e che rappresenta a un tempo il carcere, il rigore formalistico, i vincoli psicologici e sociali".

@il_trillo

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