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'La damnation de Faust' del Regio di Parma su Raitre a ' Prima della prima'

  • Scritto da Il Trillo
'La damnation de Faust' del Regio di Parma su Raitre a ' Prima della prima'

30 gennaio 2007, ore 1.15
RaiTre

'La damnation de Faust', nel nuovo allestimento firmato da Hugo De Ana, in scena al Teatro Regio di Parma.

La regia televisiva della puntata è di Francesca Nesler.
Gli artisti protagonisti sono Giuseppe Sabbatini, Nino Surguladze, Michele Pertusi con la direzione di Michel Plasson

Sull'onda del trionfale successo che sta accompagnando le recite al Teatro Regio di Parma, Prima della prima, la trasmissione di Raitre di Rosaria Bronzetti che conduce i telespettatori nei luoghi sacri della musica colta italiana, martedì 30 gennaio 2007 alle ore 1.15 sarà interamente dedicata a La damnation de Faust di Hector Berlioz, nell'allestimento firmato da Hugo De Ana, di cui le telecamere di Rai Tre hanno seguito le prove di regia, di assieme e la prova generale.

Dopo il Faust di Charles Gounod, Hugo De Ana si cimenta ora con il capolavoro visionario di Berlioz, firmando regia, scene, costumi e luci di uno spettacolo di grande suggestione, realizzato in coproduzione con la Fondazione Arena di Verona, che vede impegnato un cast di straordinario prestigio, con Giuseppe Sabbatini (Faust), Stephen Mark Brown (Faust, il 28 gennaio), Nino Surguladze (Marguerite), Michele Pertusi (Méphistophélès) e Paolo Battaglia (Brander), diretti da uno dei più apprezzati interpreti di questo repertorio, Michel Plasson.

«La musica detta le leggi dell’intreccio – spiega il regista Hugo De Ana - tanto è vero che la vicenda può svolgersi in Ungheria, se serve per poter aggiungere una marcia ungherese. La damnation de Faust funziona come un accumulo di materiali, come un bricolage. In questa condizione ho liberato il mio istinto creativo e non ho fatto altro che tenere dietro al bombardamento di immagini a cui Berlioz obbliga l’attenzione dello spettatore. Il mio approccio sarà molto crudele perché è crudele l’approccio di Berlioz a questo soggetto. Come sono violenti i passaggi da una scena all’altra, implicanti cambi di registro stilistico ed una profonda ironia, che confina con questa spinta verso l’astrazione dei sentimenti. È un’opera dalle mille sfaccettature. Visivamente il grande cerchio in cui è iscritta la scena finisce per assomigliare a quelle antenne paraboliche usate dalla Nasa per captare i segnali dallo spazio. Io la uso per captare le mille immagini provocate dalla musica di Berlioz».

@il_trillo

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