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Pergola di Firenze: un 2012/2013 all'insegna dell’autore italiano e dello sguardo sull’Europa

  • Scritto da Enrico Zoi

L’autore italiano, lo sguardo sull’Europa: l'indicazione poetica della stagione 2012/2013 del Teatro della Pergola di Firenze è chiara. L'Italia e la sua creatività al centro, ma con una prospettiva europea, perché il teatro si rinnova grazie ai giovani talenti che lo abbracciano con una panoramica insieme nostrana e globale.

Il nuovo cartellone è il secondo allestito dalla Fondazione partecipata da Comune di Firenze ed Ente Cassa di Risparmio che nel 2011 ha preso in gestione il massimo teatro fiorentino. Il primo anno di avvio della nuova esperienza guidata dal direttore generale Marco Giorgetti e da Riccardo Ventrella si è felicemente concluso. La Pergola punta adesso ad assumere una forte identità di Teatro Italiano. In questo, giocherà un fattore importante, soprattutto per le attività internazionali, la direzione artistica di Maurizio Scaparro, sapiente sintesi di contemporaneità e tradizione: un'occasione in particolare per i giovani. Il percorso per tagliare questo traguardo sarà duplice: il completo sfruttamento degli spazi a disposizione (il Saloncino/Pergoletta, le Sale Ballo, la Città del Teatro, adatta ad attività di laboratorio e sperimentazione) e la piena espressione delle potenzialità produttive, formative e innovative.
La stagione che verrà prevede la creazione di specifici settori di attività per diffondere spettacoli rappresentativi mediante rapporti con analoghe strutture europee e realizzare percorsi di specializzazione che stabilizzino per cicli gruppi di giovani attori e tecnici. A coronamento di tali azioni, la recente notizia dell'unanime accoglienza data al Teatro della Pergola come membro associato nella Europe Union of Theatre Schools and Academies, che riunisce le maggiori istituzioni europee del settore. Dal continente a Firenze: proseguirà lo sviluppo dell’innovazione e valorizzazione del patrimonio del Teatro Italiano e della Pergola stessa in rapporto con altre importanti realtà cittadine, come gli Amici della Musica, l’Università, l’Accademia di Belle Arti, la Biblioteca Nazionale e altre istituzioni. Questo il contesto in cui si snoderà il cammino pluridirezionale dell’autore italiano nella stagione 2012-2013 della Pergola.
Ci sarà la classicità reinterpretata nei due Pirandello: l'inaugurale Lavia di Tutto per bene e il Ceriani di Questa sera si recita a soggetto, che segna il ritorno di Mariano Rigillo nello spazio fiorentino. La scoperta o la riscoperta arriverà con: la Moscheta del Ruzante, affidata alla verve di Tullio Solenghi; La serata a Colono, di Elsa Morante, nel centenario della nascita, grazie a Mario Martone e Carlo Cecchi; La governante, testo di Vitaliano Brancati a lungo censurato, che tornerà grazie a Maurizio Scaparro; Sciascia e Il giorno della civetta, in un'inedita versione teatrale.
Ci sarà la pura invenzione, da un lato del Furioso Orlando, battaglia in campo aperto tra la riscrittura di Marco Baliani e l’interpretazione di Stefano Accorsi, e, dall'altro, dell'Amleto 02, con Filippo Timi. Per il teatro napoletano rivedremo dopo quattro anni Luca De Filippo con la commedia di Eduardo La grande magia; durante le feste Luigi De Filippo proporrà l'Eduardo Scarpetta di Cani e gatti, entrambi preceduti da Miseria e nobiltà della coppia Gleijeses-Arena, a introdurre il 2013, anno del 160° anniversario della nascita proprio di Scarpetta.
L'autore in italiano sarà Masolino D’Amico per La Torre d’avorio di Ronald Harwood, il dramma sul direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler e sui suoi rapporti con il nazismo che riporterà alla Pergola Luca Zingaretti. Quindi, la tradizione e lo sguardo sull’Europa si dischiuderà con: Il discorso del re, nuovo tassello di Luca Barbareschi all’osmosi tra Italia e realtà anglosassone; Un marito ideale, di Oscar Wilde, con Roberto Valerio; il musical sugli ultimi giorni di Judy Garland, End of the rainbow, con Monica Guerritore; Due di noi, con la scoppiettante accoppiata Emilio Solfrizzi - Lunetta Savino.
Come per il 2012, chiuderà la stagione una produzione della Fondazione, la seconda: Viviani varietà, Poesie, parole e musiche del Teatro di Varietà di Raffaele Viviani, messo in prova nel 1929 sul piroscafo Duilio in viaggio da Napoli a Buenos Aires, un viaggio guidato da Maurizio Scaparro e Massimo Ranieri.

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