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Omaggio a Vincenzo Cerami al Teatro Rifredi (FI), centesimo compleanno da 110 e lode con Serra Yilmaz, Stefano Benni, Sergio Endrigo

  • Scritto da Enrico Zoi

Cent'anni di Teatro di Rifredi e dieci di Teatro Stabile di Innovazione valgono un cartellone 2013/2014 che mette insieme generi ed esperienze diverse, attraverso scelte innovative e coraggiose e proposte originali che spaziano in una visione dello spettacolo a tutto tondo. Un cartellone forte, fra le altre, delle presenze di Serra Yilmaz, di Lucia Poli che legge Stefano Benni, di Aisha Cerami e Marco Cocci che omaggiano Vincenzo Cerami, di Andrea Bruno Savelli e Nicola Pecci che propongono Sergio Endrigo insieme alla figlia Claudia, di Ennio Fantastichini, di Alessandro Benvenuti, del Pinocchio di Ugo Chiti, di Marco Malvaldi, degli anniversari di Vasco Pratolini e di Giovanni Boccaccio, del grande vernacolo fiorentino di Sergio Forconi e della decima ripresa dell'Ultimo Harem di Angelo Savelli. Chiuderà a maggio un ricordo di Carlo Monni.

Giancarlo Mordini, direttore artistico del Rifredi, il motto di quest'anno è "110 e lode". Dicci la verità: 100 anni del teatro, 10 del teatro stabile. L'avete fatto apposta per darvi il massimo dei voti?
È un titolo scherzoso per sottolineare la ricorrenza della costruzione di un teatro da parte di una casa del popolo, idea lungimirante di un movimento operaio che aveva bisogno di uno spazio ricreativo anche per l'importante corale dei frequentatori del sodalizio. Il teatro fu bruciato dai fascisti nel 1921, acquisito dallo Stato mussoliniano e riacquistato dalla casa del popolo nel dopoguerra. In questi 30 anni di attività del Teatro di Rifredi, speriamo di avere dimostrato di essere una struttura adeguata all'idea di teatro popolare e a basso costo. Anche noi continuiamo a praticare prezzi alla portata di tutti. Ci sono poi i 10 anni di teatro stabile, riconosciuti dal Ministero.

Come sintetizzi questa stagione?
Un cartellone per tutti i gusti. Non facciamo abbonamenti: ci piace che la gente scelga cosa vedere. Le programmazioni seguono la linea degli ultimi anni: grande attenzione alla realtà toscana (siamo l'unica struttura in città di teatro di produzione con Pupi e Fresedde); un grosso occhio sul mondo attraverso l'International Visual Theatre, grazie al quale viene un pubblico regionale e oltre; la collaborazione ormai storica con il Florence Queer Festival (in arrivo Ennio Fantastichini e Emma Dante). Si ripropone poi con 5 appuntamenti la bellissima idea dei miniallestimenti del Piacere della lettura, che apre la stagione l'11 ottobre con Serra Yilmaz che legge Esmahan Aykol. Ora l'attrice turca viene apposta da Istanbul: tornerà a marzo per la decima volta dell'Ultimo Harem, lo spettacolo più longevo a Firenze, con 158 repliche di tutto esaurito in 9 anni e vediamo come va la prossima! C'è quindi il grande ritorno di Alessandro Benvenuti con ben tre spettacoli, lui che, insieme ai Giancattivi, è una parte importante di questo teatro, quando ancora si chiamava Humor Side: il primo evento con lui è la riproposizione dello straordinario monologo di Benvenuti in casa Gori, che nacque qui. Carlo Monni? Carlo era una presenza assidua per noi e lo ricorderemo a maggio con un montaggio, curato da Fondazione Sistema Toscana, che ringrazio, di varie riprese video dei lavori da lui interpretati in quindici anni di Teatro di Rifredi, a partire dalla storica edizione di Gallina vecchia con Pupi e Fresedde e Marisa Fabbri, che girò i maggiori teatri d'Italia per tre anni.

Uno sguardo ancora oltre, verso il futuro?
Da presidente, oltre che da direttore artistico di Rifredi, l'augurio è di continuare a mantenere il mio staff e a pagare gli stipendi a fine mese! Veniamo da una stagione incoraggiante, in cui lo sbigliettamento è andato benissimo: un quarto del nostro bilancio è formato proprio dalle entrate dirette. Oltre 32mila presenze in uno spazio come il nostro sono una bella e costante realtà: anche perché di più non ce ne stanno, essendo la capienza di 280 posti. Mi auguro che possa proseguire pure l'attenzione da parte delle amministrazioni per poter coniugare un buon lavoro di produzione con la possibilità di ospitare spettacoli internazionali (anche quest'anno ne abbiamo 17!), che costano ma rendono particolare il nostro teatro che ha voluto abbattere gli steccati fra i generi. Pubblici diversi per spettacoli diversi: offrire la nostra casa a tanti attori e compagnie con credi differenti ma con la stessa volontà di comunicare al pubblico ci riempie di gioia.

La stagione

@il_trillo

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