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Emanuele Conte mette in scena il suo Caligola, di Albert Camus

  • Scritto da Il Trillo

Una scena dello spettacoloSe il Bilancio è importante, allora la vita umana non lo è. È lampante. Tutti quelli che la pensano come te devono ammettere questo ragionamento e ritenere che la loro vita non sia niente, dato che stimano che il denaro sia tutto. Rileggere Caligola oggi, a quasi sessant’anni dalla sua ultima stesura, sorprende per la straordinaria attualità.

L’anelito di Caligola verso la verità assoluta lo porta a odiare e a combattere con tutte le sue forze la menzogna, l’ipocrisia e il conformismo di una società che assomiglia incredibilmente alla nostra. Le ragioni della politica, e ancora di più quelle dell’economia, si impongono sulle ragioni dell’uomo, ed è contro questa follia che Caligola si scaglia – procurandosi lui stesso il marchio di folle. Folle perché è diverso, folle perché ha in odio il conformismo moraleggiante tanto dei potenti, quanto del popolo, pronto a schierarsi con il primo oratore capace di urlare più degli altri la propria verità. In questo, nel nostro modo di fare teatro, ci sentiamo vicino a Caligola, naturalmente non per la sua violenza iconoclasta, ma per il desiderio di muoversi sempre al di fuori dagli schemi precostituiti, senza cedere alle mode, alla ricerca di ciò che, apparentemente, è impossibile da afferrare.
La parabola di Caligola si compie quando lui ha tra i ventisei e i ventinove anni, un’età nella quale un uomo è dotato di un’energia e una determinazione che con il passare degli anni tende ad affievolirsi. Spesso, nelle rappresentazioni di questo testo, il peso del protagonista ha spinto i registi a scegliere attori più maturi. Il protagonista del nostro spettacolo sarà il trentenne Giammaria Martini, un ex pilota divenuto attore dopo un incidente, che ne ha precluso la carriera automobilistica. Martini in poco tempo ha partecipato a importanti film come Diaz, Romanzo di una strage e Vinodentro oltre a diventare un volto tv per la sua partecipazione a I Cesaroni dove interpreta il figlio di Maurizio Mattioli.
Per questo allestimento Emanuele Conte si avvarrà della collaborazione di Andrea Bianchi, profondo conoscitore dell’opera dello scrittore francese, che ha preparato una nuova traduzione del testo. Abbiamo scelto di portare in scena la versione definitiva dell’opera di Camus, quella del 1958, nella traduzione appositamente realizzata per il Teatro della Tosse da Andrea Bianchi. Negli ultimi anni gli spettatori italiani hanno avuto più facilmente occasione di vedere rappresentata la versione del ’41, che Camus considerava una prima stesura dell’opera. La versione del ’58, inedita in Italia, mostra una maggiore complessità e profondità drammaturgica, grazie all’ampliamento e all’approfondimento dei personaggi che accompagnano il protagonista - primo tra tutti Cherea, vero e proprio deuteragonista che, affrontando Caligola in un conflitto intellettuale ed esistenziale, permette di approfondire le tematiche presenti nel testo in termini più “teatrali”. Camus era un uomo di teatro, amava il teatro e gli attori; l’ultima versione di Caligola è un testo di straordinaria bellezza teatrale, al di là delle tesi in esso contenute. Ed è proprio grazie alla cura degli aspetti formali del testo che il dramma risulta ancora più efficace in termini politici e filosofici.

dal 15 al 26 ottobre 2014, ore 20.30
Teatro della Tosse
GENOVA

 

Prima nazionale
Caligola
di Albert Camus
traduzione Andrea Bianchi
regia Emanuele Conte
con Gianmaria Martini, Enrico Campanati, Viviana Altieri, Giovanni Serratore, Luca Terracciano, Pietro Fabbri, Yuri D’Agostino, Marco Lubrano, Alessio Aronne
assistente alla regia Yuri D’Agostino
scenografia Luigi Ferrando e Emanuele Conte
costumi Bruno Cereseto
luci e fonica Tiziano Scali
produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

Biglietto: 14 euro
Informazioni: tel. 0102470793

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