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Le Rane di Ronconi

  • Scritto da Il Trillo

dal 3 al 28 marzo 2004, ore 20.30
Teatro Strehler
MILANO
Foto di Marcello Norberth

Le rane di Aristofane


Alvia Reale
traduzione Raffaele Cantarella
regia Luca Ronconi
scene Margherita Palli
costumi Gianluca Sbicca, Simone Valsecchi
movimenti mimici Marise Flach
luci Gerardo Modica
musiche a cura di Paolo Terni
con (in ordine alfabetico)
Riccardo Bini, Michele Bottini, Domenico Bravo, Antonietta Carbonetti, Francesco Colella, Giovanni Crippa, Pasquale Di Filippo, Raffaele Esposito, Elisabetta Femiano, Stefano Moretti, Michele Nani, Franca Penone, Massimo Popolizio, Alvia Reale, Luciano Roman, Tea Sammarti, Simone Toni, Mariangeles Torres, Emanuele Vezzoli

«Eschilo, Euripide e Dioniso - spiega Luca Ronconi chiarendo i motivi della scelta di questo testo come ultimo atto del Progetto Greci - ricompaiono in tutti e tre, come personaggi, in un mondo non più primigenio ma tutto urbanizzato e civilizzato, un mondo ormai disincantato, nelle Rane di Aristofane».
Sulle tracce di Euripide, il suo poeta preferito, da poco morto, Dioniso scende negli inferi accompagnato dal fido servitore Xantia, esempio di quella coppia comica che, da Don Chisciotte e Sancho Panza, fino a Totò e Peppino, Dean Martin e Jerry Lewis, rimarrà inossidabile. Molti gli incontri che attendono i due “eroi”, ultimo quello con Euripide e Eschilo. I poeti danno vita a una “tenzone” linguistica per stabilire chi di loro debba essere “premiato” con il ritorno sulla terra. Sarà il pretesto per una piccante discussione intorno ai vizi privati e alle pubbliche virtù di una società sulla via del tramonto.

Vezzoli e PopolizioSatira politica, riflessione sul sociale e sulla decadenza delle istituzioni, discussione sulle forme del teatro e della letteratura e sul futuro del teatro. Ideale conclusione della trilogia pensata da Luca Ronconi per il suo viaggio nell’universo teatrale della Grecia antica, Le rane ha per protagonista, ancora una volta, Dioniso. Il dio – qui ben diverso dalla grandiosa figura delle Baccanti – scende negli Inferi per riportare in vita il suo poeta preferito, Euripide.
Atene è ormai al culmine del proprio decadimento. I governanti sono corrotti, non esiste più nessuna speranza di tornare agli antichi splendori e tutto sembrerebbe perduto. In particolare, la poesia tragica, morto Euripide e da poco anche Sofocle, è giunta a un punto di non ritorno, preda ormai di una pletora di poetastri e imitatori dei grandi di un tempo. Dioniso, accompagnato dal fido servo Xantia decide di scendere negli Inferi per riportare alla luce – e alla vita – il suo tragico preferito, quell’Euripide che tanta gloria gli aveva regalato proprio con Le Baccanti. Il viaggio, costellato da esilaranti intermezzi in cui Dioniso incontra svariati personaggi, da Caronte a Ade, da alcune bellicose ostesse alle rane del titolo cui si deve una curiosa onomatopea, si conclude con l’arrivo di Euripide e di Eschilo che stanno litigando furiosamente. Sotto l’egida di Ade, inizia tra i due una gara che stabilirà il poeta migliore. La vincerà Eschilo, che tornerà con Dioniso sulla terra per riportare l’ordine in Atene e liberare la città dai pericolosi demagoghi che la popolano… «La scelta di mettere insieme Prometeo incatenato, Le Baccanti e Le rane – spiega Ronconi – è quella di un viaggio attraverso un processo di progressiva desacralizzazione del divino e del mondo. Un altro legame è lo stile “basso”, pre-offenbachiano, che fa apparire Eschilo, Euripide e Dioniso, personaggi in un mondo non più primigenio, ma tutto urbanizzato e civilizzato, un mondo ormai disincantato».
Il ruolo di Dioniso - per la seconda volta dopo Le Baccanti - è affidato sempre a Massimo Popolizio.


Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico

Durata: 2h15' senza intervallo

Biglietti: da 18 a 29,50 euro
Per informazioni e prenotazioni, tel. 02.72.333.222

@il_trillo

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