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Villaggio a tutto tondo

  • Scritto da Il Trillo

6 aprile 2004, ore 21
Teatro Giacosa
AOSTA

7 aprile 2004, ore 21 - Auditorium, Pont-Saint-Martin (AO)


PAOLO VILLAGGIO: Vita, morte e miracoli

testo e regia di Paolo Villaggio

Fama Fantasma Produzioni

Paolo Villaggio
Sono le tre del mattino nella mia casa bianca al mare, alle Bocche di Bonifacio, in Corsica. E’ una magnifica notte senza luna. Il faro di Capo Pertusato illumina, a intervalli regolari, il soffitto della mia stanza. L’acqua è immobile, non una bava di vento, solo l’odore del mare.
Non è una notte normale, questa è la mia grande notte, perché è l’ultima della mia vita.

Maura è addormentata vicino a me: la guardo e provo uno slancio di grande affetto. Sorrido, perché nel suo volto c’è sempre l’espressione di bambina che ho tanto amato. E’ il momento del distacco.
Le bacio la fronte e il suo odore mi fa tornare a una notte lontana, quando le ho illuminato il viso con un bicchiere pieno di lucciole.
E’ il 10 agosto di tantissimi anni fa, ora sono a Genova, in un boschetto di pitosfori sulla spiaggia di San Giuliano, in Corso Italia. Anche questa notte il mare è piatto, non c’è luna, ma centinaia di lucciole.
E i pitosfori sembrano alberi di Natale. Lì vicino c’è una baracchetta di legno dove vendono pezzi di cocco e si può bere della gazzosa squisita. Prendo un bicchiere di vetro, lo riempio di lucciole, lo capovolgo sul palmo della mano sinistra e, con quella lanterna magica, illumino il viso di mia moglie, che ha quindici anni. E solo in quel momento, per la prima volta e a quella luce speciale, noto una cosa che di giorno non ero mai riuscito a vedere: tante, tantissime piccole efelidi sul suo naso. Sono sempre stato ossessionato dall’idea di capire se un momento che sto vivendo è un momento felice. Vi confesso, a distanza di molti anni, quello è stato il momento più felice della mia vita.
Paolo Villaggio


I ricordi riaffiorano leggeri, come condotti per mano sul filo della tenerezza o su quello più graffiante, dell’ironia.
E attraverso le tappe più curiose o divertenti di una vita, si delinea, speciale, anche uno spaccato della Genova degli anni ‘30/’40. Con lei torna anche il sapore dolce-amaro di quei lontani giorni di scuola, quando fu eletto “il più brutto del liceo”; quello delle prime disavventure amorose e quello, decisamente più gradevole, del tempo trascorso con gli amici Gassman, Tognazzi, De André. Un palcoscenico spoglio, dalle quinte oscurate, è tutto quanto occorre alla “vis comica” dell’attore/scrittore per incantare il pubblico.
A far da supporto, quasi miniera inesauribile, la ricchezza di “cose” realizzate tra cinema, TV, editoria, teatro. E la consapevolezza, usata come chiave, può riportare quasi per magia il profumo della felicità (molto, molto vicino a quello del pitosforo…).
Anna Ugliano

Biglietti: intero 13,50 euro; ridotto 10,00 euro

@il_trillo

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