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dal 15 settembre 2007
Galleria Parrellarte
via De Tillier
AOSTA
"Il Genio del viaggio" è una scultura originale di Andrea Granchi, realizzata in bronzo nella Fonderia d'Arte Verrès (AO), con sistema di fusione a cera persa. L'opera ha dimensioni di cm 45 x 9 x 60 di altezza ed è realizzata in tiratura limitata a nove esemplari numerati con numerazione romana e firmati dall'artista. Sarà presentata al pubblico, presente l'artista, venerdì 14 settembre 2007, alle ore 18 presso la Galleria Parrellarte, in via De Tillier n. 9, nel centro storico di Aosta, che inaugura così ufficialmente il proprio calendario di attività, attraverso la rinnovata collaborazione con il Maestro Andrea Granchi, titolare della cattedra di Pittura all'Accademia delle Belle Arti di Firenze e membro ordinario dell'Accademia delle Arti del Disegno.
L'inaugurazione sarà arricchita da una introduzione musicale ad opera del duo composto da Emy Bernecoli e Giacomo Granchi che intratterranno il pubblico presente con alcuni brani, trascritti per due violini, tratti dalle più celebri Arie del "Don Giovanni" e de "Le Nozze di Figaro" di Wolfgang Amadeus Mozart, grande viaggiatore della musica. Dopo l'adesione di Andrea Granchi al progetto del "Museo a cielo aperto" di Étroubles, infatti, il desiderio di una nuova collaborazione si è concretizzato nella realizzazione di un bronzo, "Il genio del viaggio", appositamente ideato dall'autore, che l'Associazione Culturale Parrellarte propone a un limitato pubblico di cultori.
Il tema del viaggio ricorre nell'opera di Andrea Granchi come metafora dell'uomo del Novecento che interroga se stesso, scoprendosi spesso in bilico tra pulsione all'innovazione e costrizione alla stasi, incuriosito dall'ignoto come inestimabile fonte di conoscenza, ma anche ombra foriera di timore, presagio di ancestrali paure. «L'inclinazione in avanti, verso il futuro - spiega l'autore stesso - verso un immenso ed attraente ignoto, cui si contrappone però un forte radicamento a terra, all'ombra come destino tracciato, o alle proprie spalle, le radici, la memoria, gli avi. L'ombra che si allunga a terra riequilibra e sostiene, in un gioco di contrapposti, strettamente correlati, la figura proiettata in avanti determinando anche la possibile traiettoria di un percorso già tracciato, ineluttabile e predestinato, che attrae e risucchia il viaggiatore» .
«Come lo stesso artista sostiene - aggiunge il gallerista Alessandro Parrella - la figura dell'uomo seduto proteso in avanti al di là di ogni ragionevole equilibrio è la ricerca estrema di un segno-forma, di un disegno tridimensionale, semplice, atavico. Superare il concetto di modernità o di antichità, ritrovando la purezza di un gesto-segno fuori dal tempo che traccia e comanda il profilarsi della forma» . |