| [i] Cristiano De André sul palco di papà Fabrizio |
|
|
|
| Scritto da Elena Meynet | |
| giovedì 22 ottobre 2009 | |
|
Undici anni fa il palco dello stadio "Perucca" di Saint-Vincent era rimasto vuoto all'ultimo minuto: il tour estivo di Fabrizio De André era agli sgoccioli, ma era destinato a fermarsi con la data incompiuta della Valle d'Aosta. Un malore, la visita in ospedale e il calvario degli ultimi mesi, quando il cantautore fu stroncato da un tumore. Ora è il figlio Cristiano, ancora con il cuore ferito da una perdita così importante, a raccogliere ancora una volta il pubblico a Saint-Vincent e continuare quel che il padre aveva lasciato in sospeso. "De André canta De André" è il progetto che lo riporta in scena dopo sei anni di silenzio, in un concerto interamente dedicato al repertorio del Faber, da "Mègu Megùn" e "Â çímma" alla "Canzone di Marinella", da "Amico fragile" ad "Amore che vieni, amore che vai". «Ho pensato che è una cosa più mia e sua, del nostro essere padre e figlio - racconta Cristiano - lui mi diceva “potresti prendere le mie canzoni e metterci le mani”: ora lo sto facendo con molta delicatezza, con il mio sentire più rock, moderno. Ho cercato di tradurlo assieme a Luciano Luisi, che è con me sul palco al piano e tastiere. Penso che mio padre sarebbe contento del risultato, è un viaggio virtuale, con il veliero creato dal regista Pepi Morgia, un veliero tecnologico del 2010, che viaggia tenendo alta la poesia». Unica concessione al repertorio di Faber, con cui ha spesso condiviso il palco, sono due brani: «canto “Cose che dimentico” che abbiamo scritto insieme - annuncia - e poi "Dietro la porta", che avevo portato al "Festival di Sanremo" nel 1993». Prima, nei lavori del 1987 e del 1990, era stata stretta la collaborazione con Massimo Bubola, ancora una volta al suo fianco anche in questo tour, alle chitarre. «Questa di Saint-Vincent è per me una data particolare - confida - qui si è chiuso l’ultimo tour di mio padre, doveva essere una delle ultime date di quell’estate di undici anni fa. Diciamo che è un momento di ripartenza, in senso positivo: mi trovo a realizzare il concerto che lui aveva lasciato in sospeso, ho fatto una data al posto suo».
23 ottobre 2009, ore 21 |






