[r] 60° Festival di Sanremo: i postumi della festa PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena Meynet e Enrico Zoi   
venerdì 26 febbraio 2010
Sanremo è stato archiviato, per lo meno per quanto riguarda la gara canora. O meglio: strascichi di indagine e di dubbi percorrono ancora le giornate successive, ma è un'altra storia e non sta a noi raccontarla.
E' difficile dire per cosa il sessantesimo festival sarà ricordato: gradevoli gli ospiti Paolo Bonolis e Luca Laurenti, semplice e piena di citazioni Antonella Clerici, senza i soliti valletti e vallette che nelle scorse edizioni facevano puntualmente sforare l'orario. Nei delicati equilibri fra "vecchie" glorie e nuovi talenti scoperti dalla televisione, qualcosa si è spezzato nell'abitudine che va avanti da decenni. 

Valerio Scanu al Festival di Sanremo
Le trovate tecnologiche, come l'intervista (che voleva essere) virtuale alla protagonista del film d'animazione "Avatar" Michelle Rodriguez, lasciano il sapore dell'incompiuto, mentre la novità di far votare per alcune serate anche gli orchestrali finisce con un lancio di spartiti per protesta. Seducono per simpatia e fascino due regine: quella del pop latino Jennifer Lopez e l'angelica Rania di Giordania. Anche Lorella Cuccarini, in apparenza vestita solo di una chitarra, regala nell'ultima serata un momento di spettacolo e virtualità, mentre ha lasciato il segno il revival Quando la musica diventa leggenda .
Tra i concorrenti della "Nuova Generazione" vince Tony Maiello, pupillo di Mara Maionchi, la discografica che l'ha raccolto da "X-factor" e gelosamente "allevato": la canzone crea un effetto involontario, portando alla vittoria "Il linguaggio della resa". Rimane fuori Jessica Brando, che alcuni già davano per vincitrice, perché bella, brava e soprattutto penalizzata dai suoi quindici anni che le impediscono di cantare oltre la mezzanotte, scatenando le solite discussioni gratuite.
La gara è la gara, con le sue contraddizioni e le strategie per arrivare alla vittoria. C'è chi soffre di non essere finito nella triade finale e chi pensa alla grande pubblicità: «In quei quattro giorni - confessa candido Enrico Ruggeri, ormai onnipresente e serafico - si lavora nella promozione più che in un mese di tour». La giuria e l'orchestra sono impietosi nel mettere subito fuori gara Valerio Scanu di "Amici" e il trio Pupo - Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, che ogni tanto qualcuno si scorda di citare. Poi "il televoto", "il pubblico" o chi per essi li ripescano e regalano loro un posto sul podio, che podio non è, assieme all'altro "X-factor" Marco Mengoni.
Certo resterà un finale tripartisan, forse politicamente corretto, ma musicalmente insoddisfacente, in cui tutte le canzoni più canzoni sono state escluse dal podio e le trasmissioni più gettonate della televisione commerciale sono state premiate. Paga la visibilità conquistata in televisione, almeno a leggere fra le righe del Festival, ma solo per la memoria a breve termine, dal momento che Malika Ayane, scoperta da Caterina Caselli e lanciata al Festival 2009, non può spendere per vincere il suo disco di platino (guarda invece al pubblico fuori festival che la aspetta).
Unico rigurgito di coscienza, forse, nella scelta del numero uno. La canzone di Valerio Scanu (Per tutte le volte) è, fra le tre rimaste in gara, l'unica che almeno un po' canzone è. Ha una melodia, un testo, un arrangiamento e una voce, anche se la moda della "caccia al plagio" si è già scatenata. Quelle del trio Pupo-principe-tenore (Italia, amore mio) e di Marco Mengoni (Credimi ancora) risultano infatti musicalmente non pervenute.
Enrico Zoi, Elena Meynet
foto Maurizio Scovero

dal 15 al 20 febbraio 2010
Teatro Ariston, Sanremo (Imperia)

Artisti e canzoni di Sanremo 2010:
Arisa Ma l'amore no
Enrico Ruggeri La notte delle fate
Fabrizio Moro Non è una canzone
Irene Grandi La cometa di Halley
Malika Ayane Ricomincio da qui
Marco Mengoni Credimi Ancora
Morgan La sera
Nino D'Angelo Jammo ja
Noemi Per tutta la vita
Nomadi e Irene Il mondo piange
Povia La verita (Eluana)
Pupo, E.Filiberto, Canonici Italia amore mio
Simone Cristicchi Meno male
Sonohra Baby
Toto Cutugno Aeroplani
Valerio Scanu Per tutte le volte che

 

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