| [i] Uto Ughi: "suoniamo in luoghi straordinari, agiamo contro chi decide senza sapere una nota" |
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| Scritto da Elena Meynet | |
| domenica 18 luglio 2010 | |
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18 luglio 2010, ore 21,15 Le preoccupazioni per la gestione attuale della musica e lo sguardo alle bellezze dell'Italia sono al centro dei pensieri di Uto Ughi, uno dei più grandi violinisti al mondo, che si racconta a margine del concerto in cui suoneràil suo violino Guarneri del Gesù assieme ai Filarmonici di Roma al Teatro romano di Aosta per la rassegna AostaClassica, organizzata da Opere Buffe per l'assessorato istruzione e cultura della Valle d'Aosta e del Comune di Aosta. L'ultima presenza aostana del grande violinista risale agli anni Ottanta, quando arrivò con Massimo Mila, il critico musicale appassionato di montagna. «Allora avevamo suonato in una chiesa - ricorda Ughi - che con il riverbero aiuta molto, ma anche qui tra le montagne meravigliose e i resti romani è straordinario».I grandi monumenti e la valorizzazione delle bellezze nazionali torneranno anche in un progetto di concerti nei luoghi considerati dall'Unesco "patrimonio dell'umanità: «Ho proposto l'anno scorso ed ho riproposto quest'anno a RaiTre, e spero che accettino - racconta il violinista -, alcuni posti, belli come questo Teatro romano di Aosta, che è un luogo meraviglioso. La musica abbinata ai luoghi magici, che hanno un'atmosfera, una tradizione , una storia, un passato, acquista un doppio valore, un significato spirituale di grande comunicatività. Significa poter unire la musica al passato, e al presente naturalmente, ma non si vive nel presente se non si conosce il proprio passato». Orchestre ridotte al minimo, ancora tagli alla cultura e allo spettacolo, che cosa resta ai giovani musicisti? «Bisognerebbe inserire la musica indiscriminatamente in tutte le scuole - continua Uto Ughi - e non creare scuole di specializzazione come ha fatto la Gelmini. I licei musicali sono troppo pochi: la musica va insegnata fin dalle elementari, come avviene in Giappone e in altri Paesi che danno grande importanza alla cultura musicale. Vede, anche per l'istruzione ci vuole gente specializzata nella materia , non gente che legifera senza sapere neppure cosa sia una nota musicale. Ad esempio le riforme dei conservatori sono state sballatissime, dannosissime, perché hanno parificato i conservatori alle università, così i ragazzi non potrebbero entrare fino ai 18 anni, il che è assurdo perché la musica andrebbe studiata dai sette anni in poi». Intanto Uto Ughi sta preparando per Einaudi un libro in cui racconta la propria vita: «Io ho conosciuto grandissimi musicisti, grandi personaggi della cultura e dell'attualità - spiega - e vorrei approfondire le mie impressioni sui quei personaggi. Vorrei però scrivere un libro che si di utilità sociale, non un libro di intrattenimento, piacevole ma che non lasci nessun segno. Mediterò ancora prima di farlo uscire, perché non l'ho ancora abbastanza maturato». |







