| foyer - [i] interviste |
Uno dei temi del disco è l'amore: è un giro di carte, qualcosa da lasciar perdere... L'amore cos'è'?
È un esilio necessario per comprendere noi stessi, un lungo e ineluttabile viaggio verso l’ignoto attraverso terre che impari a riconoscere solo quando fanno male i piedi. 'Giro Di Carte' non invita a lasciar perdere, ma ad accettare quanto l’amore comporta: in fondo ad atteggiamenti e gabbie, al di là di ruoli e convenzioni, tutto ciò che resta e importa davvero è che qualcuno ti abbracci forte. Nella presentazione live di 'Camera Con Vista' affronto ironicamente tale caratteristica del mio lavoro: divento all'improvviso serio e affermo che 'come la luce attraverso le persiane, nei pomeriggi d’estate, è l’unico barlume di eterno che ci sia dato di intravvedere, prima di sera'. Inevitabile che diventi il denominatore comune delle storie che osservo e vivo: qualcuno dice che 'tutto è politica', io credo che tutto sia amore. Pure la politica.
Dove sono le tue radici musicali?
Per quanto strano possa sembrare di fronte a un disco come MxB, le mie radici musicali sono in quella che io chiamo musica classica contemporanea: Beatles, Rock intriso di Blues dei ’60 e ’70, musica sudamericana, quasi tutto il jazz. Ma sono le stesse radici che imbastardendosi crocevia dopo crocevia mi hanno fatto immaginare un disco come MxB, che affonda le sue nella bellezza e sensualità di quella musica che costringeva a una vicinanza assolutamente fisica e in cui c’era un mondo che si è perso, parrebbe per sempre. La musica: tango, bossa, milonga, chacha, swing e sirtaki. Cercando di rileggere quel mondo in modo contemporaneo e meno ortodosso possibile mi sono misurato con nuovi e vecchi amori che, se proprio radici non sono, restano il fiore più evidente della grande tradizione cantautorale figlia del mondo, senza genere e patria ben definiti.
Utilizzi la voce in modo particolare: si possono citare molti echi, per poi capire che è proprio la tua voce ad affascinare.
Dopo Sanremo '95 ho avuto una sorta di repulsa per il bel canto fine a se stesso ed è iniziata una lunga ricerca: l'analisi di chi sa arrivarmi all'anima e perché, per realizzare che trovare una propria strada e riconoscibilità non può prescindere dal definire e capire a fondo i percorsi che dall'anima attraverso le tue corde vocali portano alle orecchie di chi può avere la sensibilità per ascoltare. Non è stato facile. Né lo sarà mai.
La tua cover della 'Canzone intelligente' di Cochi e Renato dà lo spunto: qual è oggi la canzone intelligente?
Oggi più di allora è la canzone di resistenza, che sopravvive, che, mentre continua a fornirci una lente diversa per leggere il mondo, fatica a pagare le bollette e a consacrarsi mestiere 'degno': se, con Freak Antoni, 'non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti', tanto meno paga. Quando sai che due o tre persone in Italia decidono quello che 50 milioni ascolteranno, che non è proprio 'un modello democratico', affronti la triste realtà che oggi persino De André avrebbe pochissime chances. L’ironico attacco al sistema di 'Canzone Intelligente' ha nella sua dolorosa attualità un'unica, significativa ingenuità: non c’è più nessuno sciocco che si vesta di blu.
Progetti?
Dopo la tournée di MxB, una cinquantina di concerti tra Italia ed Europa, il manager di alcuni grandi artisti si è interessato al mio lavoro, collaborazione sfociata in un disco live che raccoglie energia, divertimento e spessore del mio concerto. Il disco, un 'disco di strada' registrato a maggio, potrebbe uscire in autunno o a inizio 2011. Da settembre sarò impegnato su un progetto “Modulare e Multidisciplinare”, un concerto/commedia/saggio. Sto poi lavorando a un cortometraggio basato sull’idea di una mia canzone e ho iniziato a raccogliere il materiale per il prossimo disco di inediti. Il progetto è chiudere tutti i progetti!
Fabrizio Consoli è nato a Seregno (Mi). Dopo gli studi di contrabbasso al conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano, a metà degli anni ottanta, collabora con diversi artisti di primo piano della scena musicale italiana. E' chitarrista di artisti come Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, Grazia Di Michele, Massimo Bubola, Mauro Pagani, Gatto Panceri, ma anche di Alice, P.F.M. Il suo primo lavoro cantautorale è "Fabrizio Consoli" del 1993. Due anni dopo è nella sezione "Giovani" del festival di Sanremo e continua la sua attività di autore e produttore, scrivendo diverse canzoni di successo per Dirotta Su Cuba ed Eugenio Finardi. Nel ’97, insieme all’amico Andrea Mariotti, crea FORGIVE US, un progetto coinvolge anche il papa Giovanni Paolo II. Nell'aprile 2004 pubblica "18 piccoli anacronismi" e nel dicembre dello stesso anno Vince il Premio Ciampi per la miglior interpretazione di un brano del cantautore livornese
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