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[i] Alessio Sardelli: “Ricordare Massimo Sarchielli e poi un grande progetto su Vasco Pratolini”

  • Scritto da Enrico Zoi

Alessio Sardelli, fiorentino, attore teatrale tra Firenze e Roma, ha un obiettivo immediato, celebrare quello che sarebbe stato l'80° compleanno dell'attore cinematografico e teatrale e pittore fiorentino Massimo Sarchielli, scomparso lo scorso anno. E lo farà al Teatro di Antella (Firenze) sabato 9 aprile.

“A Roma ero ospite in casa di Massimo Sarchielli – racconta Sardelli -, per me amico, consigliere, padre, nonno, compagno di burla. Era un attore ingiustamente non molto considerato e, come spesso accade, è stato riconosciuto da morto. L'ultimo suo lavoro, il tv-movie 'Il Mostro di Firenze', in cui fa Pietro Pacciani, è stato un grosso successo. Quella del teatro di Antella, dove ho lavorato e ben conosco il direttore Riccardo Massai, è un'occasione nata da amici. A Massimo piaceva questo teatro. Ne parlai con suo fratello Giuliano e ne fu entusiasta. Ci sarà un buffet di saluto, sarà proiettato un video con interviste sue e brani delle sue migliori interpretazioni ed allestita una mostra di suoi quadri. Massimo ha una moglie e un figlio in America, dove andava spesso e saranno esposti anche ritagli di giornale italiani e statunitensi. Ha lavorato molto negli Stati Uniti: entrato nelle grazie di Lee Strasberg, fu un invitato particolare all'Actor's Studio. Una volta bloccò Marilyn Monroe prima di entrare in scena! Potevi ascoltarlo ore e ore con i suoi aneddoti: spero il 9 di poterne raccontare qualcuno. Quella sera verranno amici da Roma, rappresentanti della produzione del 'Mostro'. Ci sarà poi la proiezione del film 'Il Rabdomante', di Fabrizio Cattani, alla presenza del regista, che riceverà il premio 'Memorial 2011 – Massimo Sarchielli'. Cattani era diventato molto amico di Massimo. L'idea è di fare l'iniziativa un anno qui e un anno a Roma”.
La storia di Alessio Sardelli?
“Ho quasi 55 anni, essendo nato a luglio del 1956. Fiorentino di Porta Romana, ho vissuto la mia infanzia nel giardino di Boboli e alle Scuderie dell'istituto d'arte. Ho iniziato a fare sport nel mio quartiere, sono diventato bravo a ping pong (campione italiano assoluto di doppio nel 1974 e 50 presenze in Nazionale). A fine carriera sportiva, degli amici mi invitarono a fare teatro per il mio carattere estroverso e perché già facevo esibizioni sportive al seguito degli Harlem Globetrotters: conoscevo il profumo del pubblico e gli applausi. Così iniziai, frequentai la scuola di Orazio Costa. Lucio Chiavarelli vide che avevo delle qualità e mi invitò a continuare. Piano piano ho cominciato a fare teatro, a studiare, a leggere commedie, ad affinare l'italiano, ad avere conoscenze in latino e greco. Ho lavorato con tante compagnie regionali, con Gianfranco Pedullà, con Riccardo Massai, per me ottimo maestro e particolare regista, data la sua esperienza particolare con Magazzini Criminali: le sue genialità mi sono servite”.
E poi l'occasione?
“In Germania avevo lavorato con un'importante emittente radiofonica di Monaco di Baviera, la Bayerischer Rundfunk: leggevo tre minuti di raccontini. Lì mi sono affinato con la radiofonia, essendo peraltro anche già stato speaker di Radio Libera Firenze, dove ho conosciuto il maestro e amico Graziano Miai, primo disc jockey a Firenze dell'emittenza libera e allo Space Electronic. Quando ero a Monaco, mi chiama Pino Quartullo, che mi dice di andare a Roma perché stanno preparando una commedia con la regia di Gigi Proietti e cercano dei toscani! Mi dà la parte e mi dice di tornare dopo una settimana a fare il provino al Brancaccio, all'epoca ancora di Proietti. Ahimé, ora non lo è più. Mi presento al provino e trovo centinaia di persone, una fila paurosa. Tocca a me: davanti, in schiera, ho la prima attrice Sandra Collodel, Quartullo e altri. Proietti non c'era. Mi siedo e da dietro arriva Proietti, che si siede con me. Già mi sento più tranquillo. Mi dice anche che posso leggere la parte, senza andare a memoria. Lo faccio. Lui guarda me e poi la Collodel: 'Per me può andare. Ti faremo sapere'. Dopo una quindicina di giorni mi chiamano: mi hanno preso! Era il 1999. Fu come per un calciatore entrare in serie A”.
Da allora quali sono state le tue interpretazioni più belle?
“Una bellissima con Riccardo Massai, 'Il mercante di Venezia'. Facevo Shylock e quando riesci a fare il protagonista con Shakespeare vuol dire che Shakespeare ha scritto la parte apposta per te. Poi ho lavorato con Gigi Proietti nel 'Dramma della gelosia', con Giorgio Albertazzi nelle 'Allegre comari di Windsor', con Massimo Venturiello nel 'Macbeth', con Anna Mazzamauro in un 'Cyrano di Bergerac' in cui lei faceva Cyrano. Ora vengo da un'esperienza bellissima con Simonetta Marchini, in arte Simona (secondo Arbore): 'La Mostra', una produzione del Teatro Sistina che abbiamo rappresentato all'Ambra Jovinelli, teatro storico di Petrolini, e riprenderemo l'anno prossimo. La serie A la giochi in tutti i campi d'Italia, i più belli!”
Dalla tua storia, che consiglio puoi dare a un giovane attore?
“Se un giovane vuole avvicinarsi al teatro deve lasciare da parte i falsi miti, cioè 'la voglia di arrivare a'. È una voglia che è giusto avere, perché l'attore ha un ego particolare da esprimere, però ti può portare alla presunzione. Bisogna quindi essere umili, accettare i consigli dei colleghi, capire e rubare molto con gli occhi: l'Accademia ti insegna, ti fa studiare storia del teatro, ti fa sperimentare e lavorare sulla parola, però il vero insegnamento è sulle tavole del palcoscenico. Non lo dico perché io sono stato un autodidatta. Lo dico perché è così e lo sento anche dai professionisti che vengono dall'Accademia. Umiltà, rubare con gli occhi e mettere silenziosamente in pratica tutto quanto ci insegnano i maestri. E poi avere tanta forza d'animo, determinazione e coraggio. Il nostro è un mestiere difficile e pericoloso: all'inizio si guadagna poco o niente, i lavori che si fanno sono a fondo perduto e servono per la pratica. Dopo di che ci vuole anche un po' di fortuna, ma il teatro non morirà mai!”
Progetti dopo il 9 aprile?
“Sei il primo a cui lo dico. Tanti anni fa ho ideato uno spettacolo che ancora si fa sull'Arno, insieme al regista Niccolò Rinaldi: 'Dante sull'Arno'. Una mia idea che si concretizzò a cavallo con il 'Dramma della gelosia' con Proietti: facevo in su e giù da Roma! Uno spettacolo fatto per alcuni anni, con il pubblico che saliva in barca, ci si fermava sotto il Ponte Vecchio per l'Inferno o sotto il Ponte Santa Trinita per il Purgatorio. Il Paradiso naturalmente in prossimità di una chiesa! La mia idea di oggi è di realizzare un 'Vasco Pratolini nella storia di Firenze', grande letterato fiorentino. Ci stiamo attivando per fare una cosa in grande, con grandissimi nomi per la scrittura e la musica”.

“Il Magnifico: in ricordo di Massimo Sarchielli”, sabato 9 aprile dalle 18.30.
Teatro Comunale di Antella, via di Montisoni 10, Antella (Firenze), Tel e Fax 055.621894, Orari segreteria: Lun. e Merc. 10.00-12.00, Ven. 16.30-18.30, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." mce_' + path + '\'' + prefix + ':' + addy94170 + '\'>'+addy_text94170+'<\/a>'; //--> .
Ingresso libero.

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