L'originale Tragos di Matteo d'Amico per ricordare le vittime di Capaci e di via d'Amelio

Capaci e via d’Amelio, 23 maggio e 19 luglio 1992: due luoghi, due date che offendono la coscienza individuale e civile di ogni cittadino, di ogni individuo razionale, di ogni persona. Il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo, un attentato mafioso stronca l’esistenza del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Neppure due mesi più tardi, il 19 luglio di quell’anno disperato, tocca all’amico e collega Paolo Borsellino cadere vittima della mafia, in via D’Amelio a Palermo, a pochi passi dalla casa della madre. Con lui, in una terribile esplosione,  perdono la vita cinque agenti della scorta: Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
L'orchestra laVerdi, a vent’anni da quei tragici eventi, onora e commemora le vittime della duplice strage con un concerto straordinario, in collaborazione e con il contributo di Regione Lombardia, mercoledì 23 maggio (ore 20.30), all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo di largo Mahler (biglietti  da 13 a 31 Euro, info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org), protagonisti Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, rispettivamente diretti da Jader Bignamini e Erina Gambarini.
Per l’eccezionale evento, laVerdi ha commissionato un’opera inedita al Maestro Matteo D’Amico, tra i compositori italiani di musica contemporanea  più apprezzati ed eseguiti in Patria e all’estero - Tragos, Oratorio laico per voci, coro e orchestra su testi tratti dall’Orestea di Eschilo - che sarà dunque eseguita in prima assoluta la sera del 23
maggio. Sul palco, orchestra e coro saranno accompagnati dai solisti Matteo De Mojana (Narratore), Michele Di Giacomo (Apollo), Giusto Cucchiarini (Oreste), Angelo Di Genio (Coro voce solista), Irina Lorandi (Atena), Lisa Capaccioli (Cassandra), Lorenza Fantoni (Clitemestra), Laura Serena (Elettra).
Il programma si completa con alcune pagine particolarmente significative di Beethoven: il secondo movimento della Sinfonia n. 3 Eroica;  “O, welche Lust” (Coro dei prigionieri) da Fidelio; infine il terzo movimento della Sinfonia n. 9.
Il concerto sarà ripreso dalla rete televisiva nazionale Rai 5 e trasmesso in “diretta-differita” in seconda serata, a partire dalle ore 23.15 circa.

Presentazione di Tragos da parte dell’autore Matteo D’Amico:
Il 23 maggio e il 19 luglio 2012 saranno venti anni dall’uccisione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uno dei momenti più drammatici che hanno segnato la lunga storia della lotta dello Stato per l’affermazione della legalità e del diritto contro la barbarie della violenza indiscriminata e della vendetta degli uomini contro altri uomini.L’Orestea ha un significato primo e irrinunciabile: è l’atto stesso di fondazione del teatro, un teatro inteso come comunità civile, come rito. La sua struttura visualizza l’antitesi tra due mondi: da un lato la cultura arcaica e magica, espressa soprattutto dalle Erinni, ma anche, con le dovute differenze, da Cassandra e Clitemnestra, e totalmente basata sulla famiglia – il ghenos – organismo ferreo che annienta la responsabilità individuale; dall’altro, la cultura moderna della democrazia e della polis, che si basa sul principio elettivo e sulla partecipazione diretta dei singoli cittadini alla vita delle istituzioni.
“Il sistema politico che abbiamo adottato non emula le leggi dei vicini: noi rappresentiamo un modello per gli altri, piuttosto che imitarli. E quanto al nome, per il fatto che il governo non compete a pochi ma ai più, il nostro sistema politico è chiamato democrazia (Tucidide, II, 37). La città diviene quindi il luogo del confronto dialettico, in cui si discutono e si risolvono la grandi questioni della convivenza civile. Una comunità che non dialoga, che non si identifica come collettività, che non individua, nel problema del singolo, un problema che riguarda tutti i suoi membri, è una comunità che non ha futuro, che non sa costruirsi. Il rito di fondazione della città rappresentato da Eschilo nell’Orestea diventa quindi espressione, nella società di quel tempo come in quella di oggi, della forte volontà di raggiungere una nuova identità, fondata sul principio della legalità.
Naturalmente, un testo della complessità e della ricchezza dell’Orestea contiene in sé molte diverse prospettive di lettura: filosofico-religiosa, psicologica, morale, oltre a quella sociale e politica. Su quest’ultima, però, considerata la motivazione iniziale, questo lavoro vuole porre l’accento, chiedendosi anche se il progetto politico di sintesi fra le due culture – quella antica del ghenos e quella moderna della polis - rappresentato da Eschilo con la trasformazione delle Erinni in Eumenidi, progetto sostenuto e sottolineato con appassionata fiducia nella celebre lettura pasoliniana degli anni ’60, possa ancora oggi essere il centro portante di una possibile interpretazione del testo. Un dubbio legittimo, anche alla luce di versioni più vicine a noi come quelle di Stein e di Ronconi, immerse in un pessimismo introspettivo lontano dalla prospettiva celebrativa eschilea. Un dubbio, però, che non può esimerci dal dovere di ricordare e di impegnarci in un’autentica dimensione cittadini.
Tragos è un oratorio laico dove il testo eschileo, ricavato da un percorso che attraversa le tre tragedie, è affidato a diverse componenti: innanzitutto un Coro misto, usato sia nel suo insieme sia, più spesso, diviso in sezioni maschile e femminile. Il Coro canta solo frammenti del testo in lingua greca, spesso sovrapponendosi o intersecandosi alle voci parlate. Queste ultime sono divise anch’esse in due piccoli gruppi, di 3/4 attori ciascuno, che danno voce, all’unisono o polifonicamente, a sezioni delle parti del coro e del corifeo, tratti dalle tre tragedie. Da questi due gruppi si stacca talvolta una voce di attore solista, legata a un particolare personaggio, in determinate situazioni (Athena, Oreste, Clitemnestra, etc.). Infine, una voce recitante, estranea allo sviluppo drammaturgico del testo, riassume brevemente l’argomento di ciascuna tragedia all’inizio di ciascuna delle tre sezioni del lavoro.


23 maggio 2012, ore 20.30
Auditorium, largo Gustav Mahler
MILANO

Concerto straordinario in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle vittime delle stragi del 23 maggio e 19 luglio 1992
 
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore Jader Bignamini

Programma:
Matteo D’Amico: Tragos, Oratorio laico per voci, coro e orchestra su testi tratti dall’Orestea di Eschilo (su commissione de laVerdi, prima assoluta)
Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 3 op. 55 Eroica (secondo movimento); “O, welche Lust” (Coro dei prigionieri) da Fidelio; Sinfonia n. 9 op. 125 (terzo movimento)<

 

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