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Sabato 19 febbraio, il transatlantico "Sanremo 61" sta per attraccare al porto e si prepara per far sbarcare il vincitore di questo festival.
Ogni "Festival" ha la sua storia, gloriosa o disastrosa, pregi e difetti di conduzione, di canzoni e così via in un magnifico crescendo smagliante.
La sala stampa è pregna di giornalisti che osannano, altri che puntano il dito su sfumature e scelte, ma lo slogan "Sanremo è sempre Sanremo" di qualche tempo addietro la dice lunga: nonostante il titolo dell'Avvenire del 15 febbraio, che invocava la chiusura per mancanza di contenuti, il festival non si è smentito.
L'ultimo, ma sicuramente con un futuro, colpo di scena è stato determinato alle ore 14 da una fuga di notizie su chi fosse in testa al televoto nella serata di venerdì 18, vale a dire Roberto Vecchioni.
In sala stampa, durante il "question time" trasmesso in diretta anche su "Rai1", questo dato, reso noto da Sebastian Marcolin, dirigente di "Rai Trade", è stato subito battuto dalle "agenzie" e sminuito dal direttore della rete ammiraglia, Mauro Mazza e dal direttore artistico del festival, Gianmarco Mazzi, nonostante il dirigente, del tutto incapace di distinguere i dati da rendere pubblici da quelli da mantenere riservati, conferma che in Lombardia il più votato è stato Davide Van De Sfroos ed in Puglia Al Bano. A quel punto, Gianni Morandi, infuriato, lascia la conferenza stampa, mandando «Aff......» il dirigente. La doccia fredda arriva quando viene diffusa la notizie dell'intenzione, da parte dell'associazione di consumatori "Codacons", di presentare un ricorso al "Tribunale amministrativo regionale" ed all'Agcom per far annullare la procedura di televoto. Le telecamere impietose inquadrano facce paonazze e l'imbarazzo si fa strada: «chiederemo l'annullamento del televoto fino a venerdì 18 - precisa Stefano Zerbi, responsabile dell'ufficio stampa del "Codacons" - oltre alla restituzione dei soldi spesi dai consumatori» che nel serata sono stati circa 128mila.
Con questa tensione si arriva all'inizio della finale, con il direttore Mazza che conferma che il televoto di venerdì non influenzerà la serata di sabato e che le dieci canzoni ripartiranno da zero. La serata inizia tra palloncini e disco-music con il "capitano" Gianni Morandi che ringrazia e fa complimenti a destra ed a sinistra, con i cameramen che lavorano tantissimo per mantenere inquadrature strette al mai fermo Morandi. Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno davvero dato il massimo, iniziando con una loro versione di "Grazie perché", dove prendono in giro tutti: «ve ne approfittate - li apostrofa Morandi, baciato in bocca dal "moderno" Luca - perché è l'ultima serata e non possono più cacciarvi». Belen Rodriguez emozionatissima, canta, anche bene, accompagnata con la chitarra acustica da suo padre. Anche Elisabetta Canalis dà sfoggio di bravura riscattandosi nel ballo, dopo il twist striminzito con Morandi, «citazione di Pulp Fiction» della prima serata.
La "Ferrari" di "Formula1" si presenta a Sanremo con il marito di Raquel Del Rosario, Fernando Alonso, accontentando anche la sala stampa che da giorni lo invocava. Arriva l'ora delle canzoni, che saranno presentate per l'ultima volta sul palco dell'Ariston: il primo a scendere in campo è il "Laghè" Davide Van de Sfroos, poi un disinvolto Roberto Vecchioni, seguito da Anna Tatangelo con un look castigatissimo e poco trucco, preceduti da Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario. Segue Al Bano, dopo i "La Crus", ricostituiti apposta per "Sanremo", quindi "zompetta", causa tacchi troppo alti, da 15 centimetri, Giusy Ferreri. Positiva anche l'esibizione di Nathalie, seguita dai "Modà" con Emma ed, ultima in gara, dalla coppia formata da Luca Madonia e da Franco Battiato.
Dopo l'esibizione delle canzoni, parte lo spettacolo che riempie la serata dedicata alla raccolta e alla conta dei voti: Raphael Gualazzi, vincitore di "Sanremo giovani", dopo aver ricantato la sua canzone, riceve l'incarico di rappresentare l'Italia all'Eurovision song contest a Dussendorf.
Arriva anche Massimo Ranieri, napoletano, che da contraltare a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu che hanno cantato qualche strofa di "Reginella" in napoletano, ha cantato in genovese "Ma se ghe penso". Ospite internazionale la canadese Avril Lavigne, che nonostante i contributi video dei fans mandati in onda, non ha portato vivacità, anzi poca presenza scenica, facendo scoprire che gli uomini italiani sono belli, affascinanti, "pizza e mandolino"...
Ritorna quindi sul palco Massimo Ranieri, che con Gianni Morandi affronta un lunghissimo amarcord, una sorta di passaggio di consegne, visto che tra le righe, si capisce che nel 2012 la conduzione del "Festival" sarà affidata al cantante napoletano, momento comunque troppo lungo, più adatto attorno ad un fuoco sulla spiaggia.
Dopo lunga attesa, dove tra l'altro Luca e Paolo omaggiano Cochi e Renato, arrivano i tre finalisti: Al Bano, i "Modà" con Emma e Roberto Vecchioni. Dal quarto al sesto posto ci sono, in ordine sparso, i "La Crus", Luca Madonia e Franco Battiato e Davide Van de Sfroos: se uno dei tre viene indicato nella "golden share" entrerà al posto di uno dei tre finalisti, ma come già successo per i giovani, il più votato dalla giuria dei giornalisti è stato Vecchioni e quindi i tre finalisti vengono confermati.
Dopo una lunghissima attesa arriva il vincitore, decretato dal televoto, che conferma l'indiscrezione della serata precedente: Roberto Vecchioni trionfa con il 48 per cento con la sua "Chiamami ancora amore", che si è aggiudicata anche il premio della critica: «dedico la vittoria al popolo italiano - afferma l'emozionato Roberto Vecchioni - ed alle donne, perché sono importantissime e sono molto più importanti degli uomini». Al secondo posto i "Modà" con Emma e al terzo Al Bano. Non si può negare che la paura di Roberto Vecchioni di non essere capito sia stata disattesa: ora resta da capire quale sarà, tra le ventitré canzoni del "Festival" ad essere la più trasmessa dalle radio e ad entrare nella testa degli italiani.
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