[r] A che servono questi quattrini? Con Luigi De Filippo: il ritorno al futuro di un classico

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Luigi De Filippo Luigi De Filippo, un grande avvenire di sessant'anni di carriera dietro le spalle, sceglie per la stagione 2011/2012 un classico della tradizione teatrale napoletana, A che servono questi quattrini?, di Armando Curcio, anche giornalista ed editore, andata in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma: una delle commedie più divertenti fra quelle che resero famosi i grandi fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino.

Brevemente, l'abbozzo della trama: il marchese Eduardo Parascandoli, il Professore, diventato povero, ma con serenità, insegna a Vincenzino Esposito il disprezzo per i beni materiali. Così, ben sapendo che, nel comune sentire degli umani, l’apparire è essere, convince tutti i protagonisti della vicenda, compreso l’ingenuo Vincenzino, che quest’ultimo ha ereditato una cospicua somma di danaro. Egli però intende dimostrare che i quattrini non servono a nulla e che è sufficiente la fama della ricchezza per avere crediti da tutti. Così accade, nel turbinio di situazioni comiche varie. Anzi, il Professore va pure oltre, riuscendo a provare come, per guadagnare danaro, non serva lavorare, né disporre di capitali. Basta essere furbi.
Lo spettacolo visto alla Pergola di Firenze è un ritorno al passato, un tuffo emozionante nella memoria storica del grande teatro italiano del '900, con Luigi De Filippo grande saggio dentro e fuori la cornice della storia. Scorrono davanti ai nostri occhi le immagini delle più belle performance di Eduardo, dei divertenti exploit anche televisivi di Peppino, della graffiante simpatia di Titina, e di un dialetto espressivo ed efficace come pochi nel panorama linguistico nazionale. Uno sguardo indietro, sì, ma molto presente ed attuale, anzi un autentico ritorno al futuro.
L'economia virtuale le cui nefaste conseguenze viviamo oggi sulla nostra pelle tra spread, borse altalenanti e bolle finanziarie è la versione moderna, bancaria e in grande stile della partita di presa in giro descritta da Curcio nella sua commedia. Passato, presente e futuro narrativo ed economico si fondono dunque nella scelta di riproporla oggi, né De Filippo ha fatto del resto mistero di volere, con essa, mettere l'accento proprio sulle implicazioni contemporanee della vicenda e sulle incertezze del suo e del nostro domani. Annotiamo in chiusura che l'armoniosa riuscita dell'insieme fa sì che gli spettatori escano da teatro né stanchi né soddisfatti (averne ancora!) e che, sì, per essere bravi sono bravissimi tutti, ma una menzione particolare, oltre che al Maestro De Filippo, non può non andare a Paolo Pietrantonio, un Vincenzino spumeggiante, esilarante, perfetto.

dal 14 al 19 febbraio 2012
Teatro della Pergola
FIRENZE

A che servono questi quattrini?
commedia in due atti di Armando Curcio
riduzione di Peppino De Filippo
con Luigi De Filippo

e con: Nunziatina (Fabiana Russo), Zia Carmela (Stefania Ventura), Don Ferdinando (Riccardo Feola), Vincenzino (Paolo Pietrantonio), Marco, il discepolo (Gennaro Di Biase), Eduardo, il professore (Luigi De Filippo), Peppino, il sarto (Vincenzo De Luca), Notaio (Michele Sibilio), Concetta (Stefania Aluzzi), Rachilina (Roberta Misticone), Angelica (Marisa Carluccio), Palmieri (Michele Sibilio)

scene di Luigi Ferrigno
regia e musiche di Luigi De Filippo

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