'Il Persiano' di Plauto raccontato dalla 'Bottega del pane'
16 novembre 2004, ore 21
Saison culturelle 2004-05
Teatro Giacosa
AOSTA
Il Persiano di Plauto
Compagnia Teatrale La bottega del pane

Quella della compagnia La bottega del pane è una lettura leggera, indirizzata a togliere anziché ad aggiungere, per far risaltare la ricchezza della scrittura plautina e nient’altro. Ma la bravura del gruppo è tale che non solo ci viene restituito per intero lo spirito di Plauto, ma quello spirito si fa specchio sociale capace di colmare lo spazio tra quelle maschere e noi per evocare più mondi dal sapore fuori dal tempo.
La traduzione di Maurizio Bettini è una garanzia di modernità divulgativa e di rigore scientifico, come sottolineato dalla stampa e come ben sa chi ha avuto modo di apprezzarne le doti di brillante espositore nelle Conferenze proposte dalla nostra Saison – sezione A.I.C.C.
La trama mette in scena il tipico mondo plautino, il sottobosco di schiavi (qui in veste di innamorati o di amici di innamorati) che tramano a danno del personaggio più sordido, il lenone, lo spregevole “mediatore di amore mercenario” che tutti disprezzano, ma di cui tutti si servono. Amori, vendette, lotte di affamati per un soldo hanno per sfondo un vicolo che diviene budello di un mondo evocato da una fantasia a tratti grottesca o surreale.
Così, anche questo Persiano (Persa nell’originale) può mostrare, attraverso la forza evocativa del teatro, che i segreti della Roma sotterranea di allora – chiamata qui, per comodo esotismo, Atene – sono comuni a tutte le maggioranze povere delle nazioni ricche e che, quando gli schiavi prendono il posto dei padroni, tramano, imbrogliano, finiscono per produrre altri schiavi.
Quando gli attori si tolgono la maschera nella scena finale, dopo le feroci parole contro il lenone Dordalo, gli spettatori scoprono, con stupore, che sono giovani. Con stupore, perché la loro bravura in scena, è da attori consumati, abilissimi anche nel cambiare velocemente ruolo e voce, secondo l’antico uso del più eccellente dei trucchi: la maschera.
Come dice Giancarlo Sammartano, direttore artistico e regista della compagnia, “la maschera, velando la mobile natura della persona, ne rivela gelidamente l’anima. Moltiplicando i ruoli amplifica la finzione spezzando l’orizzonte della realtà. Così uno può diventare centomila, o anche nessuno, rivelando un mondo dove la situazione trionfa sul personaggio e il protagonista è sempre il pubblico presente”.
Le scene e i costumi sono di Giovanna Lombardo, le maschere di Giancarlo Santelli e, in scena, coprono i volti di Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Cristina Putignano e Chiara Pizzolo. Tutti hanno cominciato il loro percorso di ricerca sul teatro circa dieci anni fa a Siracusa e oggi vantano al loro attivo venticinque titoli a testimonianza di un’invidiabile esperienza maturata all’interno di un repertorio classico, che non disdegna qualche excursus nel teatro del ‘900.
Anna Ugliano
Maria Grazia Vacchina
La Saison Culturelle 2004/2005 è realizzata col patrocinio della Fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino.<(I>
Biglietti: 12 euro (ridotto 8,50 euro).
Lo spettacolo è incluso negli abbonamenti Pleine Saison, Tuttoteatro e Sipario.
Informazioni: tel 016527/3196 - 3246.




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