Come il tratto cervicale può influenzare il mal di testa la testa confusa

La testa confusa, come spiega Daniel Di Segni di Cervicale e Vertigini, è una manifestazione clinica di frequente interesse, che sempre di più colpisce, non solo gli adulti, ma aumenta di incidenza tra gli adolescenti, rendendo davvero difficile affrontare la giornata nel suo complesso.
Spesso i pazienti lamentano una sensazione di “testa strana e confusa” o di avere una testa confusa e gli occhi pesanti.
Essendo una condizione abbastanza frequente, è bene conoscerla a fondo e trovare le cause che più spesso si presentano.

Sintomi frequenti

Chi soffre di testa confusa lamenta spesso i sintomi sottoelencati:

  • occhi pesanti e senso di sbandamento
  • senso di stordimento e confusione mentale
  • difficoltà a concentrarsi
  • dolore e rigidità al tratto cervicale

Le possibili cause di testa confusa

Come accennato in precedenza, possono essere molteplici le cause di testa confusa ed è importante conoscerle tutte, al fine di tracciare la corretta diagnosi e tranquillizzare il paziente, che probabilmente, vedendosi in una situazione simile, sarà molto preoccupato.
Una prima problematica può essere dovuta ad uno scorretto movimento degli occhi.
Gli occhi sono mossi da alcuni muscoli mimici, innervati da alcuni nervi cranici (cocleare e oculomotore), che originano dal bulbo, tratto del SN posto in prossimità della nuca. Un problema alla muscolatura cervicale, generando una pressione inusuale sui nervi oculomotori, può portare a problematiche visive e far percepire al soggetto una sensazione di sbandamento e testa vuota.
Anche l’alimentazione è di fondamentale importanza, non solo per questa problematica. Più volte è stato dimostrato che una dieta eccessivamente ricca di grassi e zuccheri e povera di acqua, porta un’eccessiva tensione muscolare generalizzata, oltre ad aumentare il tasso di infiammazione corporea, sfociando talvolta in una condizione di infiammazione cronica.

La causa principale è caratterizzata, senza dubbio, da una problematica che coinvolge la muscolatura del tratto cervicale. Il connubio tra cervicale e confusione mentale è ormai confermato. I muscoli in zona (erettori spinali, romboidi e trapezi), contraendosi in modo irregolare determinano una sensazione di mente vuota e un senso di vertigine, che incide in modo netto sulla qualità della vita del soggetto.
I muscoli cervicali diventano più rigidi in diverse situazioni. Una condizione eccessiva di stress, può portare dei mal di testa di origine tensivo, che coinvolgono anche la muscolatura del tratto cervicale. Un’altra causa potrebbe essere dettata dall’assumere in continuazione atteggiamenti errati, che determinano contratture diffuse ai muscoli del rachide. Il muscolo trapezio è spesso soggetto di contratture da freddo, quando è ipotonico.

Come intervenire nel breve e nel lungo periodo

Una volta inquadrata la causa scatenante, bisogna intervenire per cercare di attenuare questa sintomatologia.
Sicuramente un primo intervento deve essere fatto sull’allontanare le fonti di stress. Cercare di cambiare il proprio stile di vita, approcciando uno stile più sereno, lasciando spazio allo svago e al relax e allontanandosi dalla frenetica vita di tutti i giorni.
Potrebbe essere utile anche l’utilizzo di qualche integratore che agisca a livello nervoso, favorendo il rilassamento, come l’Iperico o la Lavanda.
Anche adottare un regime alimentare adeguato contribuisce a lenire la sintomatologia. In particolare si consiglia l’assunzione di integratori di magnesio, che oltre a ridurre la tensione muscolare, intervengono sul senso di annebbiamento.
Infine dobbiamo cercare di adottare una postura corretta e laddove non fosse possibile a causa di una problematica (scoliosi, iperlordosi lombare o cervicale, ipotonia posturale) intervenire attraverso sedute di rieducazione posturale. La ginnastica posturale è spesso screditata, ma in situazioni di dolore cronico è un mezzo efficiente per risolvere in modo conservativo e senza l’uso di collari, un problema al rachide.

Intervenire nel lungo termine

Una volta accertato che il problema scatenante della testa confusa è relativo al rachide cervicale, ci si avvia verso un approccio Fisiokinesiterapeutico.
Viene prima condotta un’attenta valutazione posturale per evidenziare alcune problematiche relative allo stato della colonna vertebrale e della muscolatura locale; vengono analizzati i movimenti del capo e lo stato dell’articolazione temporo-madibolare (fondamentale per il mantenimento di una corretta postura) e viene anche analizzato l’appoggio plantare, che in presenza di un varismo o un valgismo, può modificare l’assetto del rachide.
Riscontrato il problema si può ricorrere ad un approccio passivo o attivo.
L’approccio passivo sfrutta alcune tecniche di manipolazione ad opera di fisioterapisti, che testano la mobilità vertebrale e talvolta ricorrono all’esecuzione di tenciche di massoterapia.
L’ approccio più funzionale è caratterizzato da esercizi di carattere attivo, inseriti all’interno di un programma di rieducazione posturale globale.